Hopper arriva a Milano

Presentata la mostra dell'artista americano. Sconti, anticipazioni e partnership importanti

Sembra impossibile, ma nel nostro paese Edward Hopper non ha mai avuto una mostra tutta per sè. Ora Milano rimedia alla situazione con la prima antologica dell'artista americano, con un'esposizione costata quasi due milioni di Euro, il 20% sborsato dal Comune. Oltre 160 le opere proposte che saranno visibili a Palazzo Reale, che per la prima volta resta aperto anche il sabato sera fino alle 22.30. Sempre per la prima volta, il biglietto d'ingresso avrà prezzo ridotto se la visita sarà effettuata tra le ore 13 e le 14.30.

HOPPER - "Negli USA, Hopper è uno degli artisti americani più amati dalla gente, dalla critica, dai mercanti d'arte, insieme a Jackson Pollock, a Jasper Johns, a Andy Warhol. Eppure Hopper era un uomo dall'aspetto anonimo, tranne che per l'altezza straordinaria, e dallo stile di vita ordinario, quasi noioso. La sua carriera ha attraversato la storia americana dall'età del jazz alla guerra in Vietnam, eppure gli eventi e le correnti artistiche che si sono succedute non hanno mutato la sua pittura: è rimasto un realista convinto": così Carol Troyen, del Museum of fine Arts di Boston e coordinatrice scientifica della mostra, curata da Carter Foster del Whitney Museum of American Arts, da cui arriva gran parte di disegni, incisioni e oli in mostra. Ma il realismo di Hopper non si esaurisce nella testimonianza di una vita quotidiana, ma "solletica visioni e suggestioni che accompagnano il visitatore ben oltre la visita alla mostra. I quadri di Hopper sono realisti e allo stesso tempo hanno qualcosa di surreale", conclude Carol Troyen.

IL PERCORSO ESPOSITIVO - L'allestimento minimale conta una postazione interattiva che permette di sfogliare uno dei cahiers del pittore e l'installazione del viennese Gustav Deutsch che fa entrare il visitatore nel quadro Morning sun. Al termine del percorso, ecco una sala relax con computer per documentarsi sull'artista americano e sulla sua opera. Dispiace notare l'assenza di quei quadri che forse sono i più celebri di Hopper, cioè quei dipinti di bar popolati da pochi uomini in giacca, cappello e cravatta sullo sfondo di una città deserta e notturna, come il famoso Nightawks

IL FUTURO, TRA ROMA E MILANO - Questa mostra di Hopper accompagna verso l'inaugurazione del Museo del Novecento all'Arengario, che aprirà ufficialmente dal 18 novembre 2010. Un anno di attesa che sarà scandito da altre quattro grandi mostre dedicate al contemporaneo, come ha precisato l'assessore Finazzer: tra queste, una dedicata alla figura di Giò Marconi, con la partnership di Fondazione Roma, un legame iniziato proprio con la mostra di Hopper, che dopo Milano toccherà la capitale presso Fondazione Roma Museo (fu già Museo del Corso) e la Fondation de l'Hermitage di Losanna. "In futuro, Milano e Fondazione Roma lavoreranno ancora insieme, si parla per esempio di un'esposizione dedicata all'arte islamica" anticipa in conferenza stampa Emanuele F.M. Emanuele , presidente della Fondazione romana.