Guido Crepax - Il sogno degli anni '60

Il mondo dal tratto raffinato di Crepax in mostra allo spazio Mazzotta negli schizzi prima di Valentina

Quella di Guido Crepax (1933-2003) è stata una irruente rivoluzione nel mondo delle "bandes dessinées", una vera e propria controriforma delle inquadrature. Il fumetto si è liberato finalmente dalla schiavitù della striscia e le pagine della letteratura disegnata, della parola che diventa visione a matita, hanno trovato percorsi creativi e alternativi in un nuovo design.

Il nome di Crepax si associa a Valentina, la donna più sensuale del fumetto italiano che è apparsa per la prima volta nel 1965. Tuttavia, c'è un periodo zeppo di creatività, quasi da laboratorio, che anticipa questo personaggio: i cinque anni precedenti che si riscoprono grazie alla mostra Guido Crepax - Il sogno degli anni '60, allestita allo Spazio Mazzotta di Foro Bonaparte fino al 2 luglio (Ingresso libero, martedì 15.30-20; mercoledi, giovedì e venerdì 10-14; 16-20; sabato e domenica 14-20).

A quel tempo l'architetto milanese lavorava per “Novella”, la più popolare e fortunata rivista della Rizzoli, che si sarebbe imposta come simbolo editoriale della beat generation. In mostra ci sono 60 disegni che illustrano racconti e rubriche pubblicate su quelle pagine: pezzi unici, in bianco e nero e a colori, a volte completati da inserti a collage.

Un viaggio nella Milano dell’epoca, tra suggestioni metropolitane e sogni che sfumano nel tempo che fugge. Tutto è corredato da un catalogo con testi di Ferruccio Giromini, Mario Perazzi e Antonio Crepax e realizzato in collaborazione con la famiglia Crepax e la libreria antiquaria Little Nemo di Sergio Pignatone. Nel mondo di Crepax le inquadrature spiazzano, si infrangono sullo sguardo del lettore e cullano la mente e il cuore con la stessa intensità della musica jazz. Ha ragione Roland Barthes quando dice che ci troviamo di fronte ad un ottimo narratore consapevole che "l'immagine deve essere viva, raccolta in un lampo, per non allentare mai la suspense. Tutto deve essere riconosciuto immediatamente (i personaggi, gli oggetti, le intenzioni, i gesti) perché la logica voluttuosa della narrazione possa schiudersi subito facilmente, nel lettore".