Giovani artisti

Problematiche, percorsi e soluzioni possibili per lo sviluppo dell'arte "giovane" a Milano e in Italia

Come può un giovane artista farsi strada tra i sentieri dell'arte a volte ricchi di fresche frasche, ma spesso cosparsi di spinose apparenze che traggono in inganno, soprattutto a Milano?

LA CITTÀ POLICENTRICA - Città policentrica racchiude in sè diverse realtà associative che lavorano a stretto contatto con i giovani, offrendo loro luoghi dove esprimere la propria creatività artistica. Il problema non sembra dunque quello della mancanza degli spazi, ma la mancanza della comunicazione che tali luoghi esistono e sono in crescita, adeguandosi alle richieste. Secondo Silvia Dell'Orso (storica dell'arte, giornalista e candidata al Consiglio Comunale di Milano per la Lista Ferrante alle recenti elezioni amministrative) sono necessari un lavoro sulla comunicazione e degli sforzi per fare emergere le realtà artistiche esistenti, allargare gli orizzonti e dare nuove opportunità.

LE DIFFICOLTÀ  - Le difficoltà per un giovane artista non si presentano solo entro i confini della metropoli meneghina, ma si estendono a tutta la penisola italiana, dove la corrente artista è sì effervescente, però non trova spesso mari adeguati in cui sfociare. Tobias Feltus, artista sui trent'anni che con il fratello Joseph rappresenta un unicum nella scena artistica italiana e internazionale, si è trasferito all'estero e dice "Noi abbiamo fatto varie mostre, vinto il premio Arteam in Liguria, avuto articoli vari, ma non abbiamo venduto ancora nulla. Sicuramente è difficile, ma la qualità oppressiva e morta di Milano mi tiene ad una distanza di sicurezza dalla città. Non ci viverei mai. L'Italia è sempre vincolata dal problema a livello di corsi che non danno sbocchi buoni, ed impiegano tantissimi anni." E' certo che al di fuori dei nostri confini si riscontra scarsa conoscenza delle ultime tendenze della nostra giovane arte, anche da parte dei principali operatori di settore. I pregiudizi fanno sicuramente la loro parte, ma la maggioranza degli artisti italiani vive e lavora all'estero, perdendo agli occhi degli addetti ai lavori il legame con la nazione di origine. E' di vitale importanza per l'Arte, la cultura e lo sviluppo economico dell'Italia che il paese diventi più attivo, creando una rete di relazioni con realtà straniere, mantenendole, favorendo il dialogo e offrendo opportunità ai curatori esteri affinchè vengano a diretto contatto con la nostra scena artistica, scoprendola in profondità.

PERCORSI POSSIBILI - Gianluca Codeghini artista delle luci, che è tra i giovani selezionati dal Premio Fondazione Arnaldo Pomodoro, parla a proposito dei possibili percosi per un emergente. Quello canonico è l'Accademia di Belle Arti che però incanala troppo le menti, non lasciando libero sapzio alla fantasia. Già le stanze dei docenti, tutte tinte di bianco e asettiche, abituano la mente agli spazi espositivi delle gallerie. Fino agli anni '90 Brera era un fermento di creativi, poi tutto ha subito una stasi. Sicuramente fare l'artista costa, perchè i materiali comportano delle spese per cui non vi è rimborso e quindi un artista più o meno giovane deve comunque svolgere un altro lavoro per vivere. Grazie all'Accademia si possono avere dei contatti per esporre in gallerie, anche non a pagamento, ma se non si è frequentata una scuola d'arte, non resta che proporsi di persona agli spazi espositivi. L'importante è avere un progetto, preparare un lavoro finalizzato al luogo a cui si è interessati. Vi sono inoltre molte opportunità di mostrare le proprie opere nei diversi locali delle città e a Milano sono davvero tanti i pub, i ristoranti, le discoteche, gli spazi d'arte non convenzionali che ospitano opere di artisti in erba. Non di rado si tratta di personalità interessanti come nel caso di Sva con le sue forme miranti alla pop-art o di Pao coi suoi celebri Pinguini-paracarri.

La domanda che balza spontanea all'occhio dell'attento osservatore è... Ma dopo avere esposto in pub o gallerie, dopo avere ottenuto qualche buona recensione dalla critica, dove finiscono i giovani artisti? Qualcuno si ricorda di loro? Qualcuno compra le opere?

COLLEZIONISMO E MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA - Non di secondaria importanza è il dare un ulteriore slancio al collezionismo, che attraversa un periodo di crisi, non favorendo la crescita dei giovani artisti. Milano è ricca di giovani collezionisti che potrebbero segnare una svolta. Inoltre il fatto che a Milano manchi un Museo d'Arte Contemporanea è sintomatico di un grande passo in avanti che l'amministrazione dovrebbe compiere a favore dello sviluppo artistico dei  nostri tempi, coordinando fra loro anche gli altri musei a prescindere dalla loro titolarità e sottolineandone il ruolo di servizio per i cittadini.

CONCLUSIONI - Certo, può confondere un po' le idee essere bersagliati da mille input, ma è una grande fortuna trovarsi quotidianamente immersi in stimoli eterogenei. Gli spazi per l'arte esistono, vanno scoperti, valutati maggiormente e comunicati. Giovani e meno giovani artisti, lasciatevi alle spalle la fretta, focalizzate l'attenzione. Bisogna essere attenti, studiare, conoscere e accrescere il proprio patrimonio visivo, esercitare lo sguardo per dare un senso a ciò che si vede. Create col cuore, con l'istinto e un po' meno con la razionalità!

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