Frammenti di arte spagnola

Una piccola selezione di opere del MACUF di A Coruña racconta la ricerca dell'identità iberica, al Cervantes

Una nuova situazione che consente all'artista di esprimersi. Questo è quello che Frammenti del tutto vuol comunicare, dando un assaggio delle opere presenti al MACUF (Museo di Arte Contemporanea Uniòn Fenosa) di A Coruña, in mostra all'Instituto Cervantes fino al 22 maggio.

VISIONI FRAMMENTATE  - Una visione globale dell'arte non è possibile e così ci si accontenta di guardare alla scena spagnola con un cannocchiale che punta l'attenzione su poche opere scelte, prodotte fra il 1997 e il 2005. Nei piccoli segni si scoprono identità, differenze e somiglianze, storie di una nazione e di vissuto quotidiano. Dalla nuova astrazione postformista di Din Matamoro, Mitsuo Miura, Miguel Angel Blanco e Teresa Moro, a visioni più tradizionali come quelle di Carmen Calvo, ai nuovi codici di Diana Larrea e Vicente Blanco, a interferenze legate alla memoria dell'oggetto di Manuel Bouzo e Almudena Armenta alla fotografia di Chemena Madoz, Manuel Vilariño, Vari Caramès e Sofia Jack. I problemi di identità emergono nella video-art di Mar Calda, Antoni Abad, Daniel Canogar, Dora Salazar e Florentino Dìaz, mettendo in gioco volti, maschere e occhi aperti su domande esistenziali.

RICERCA DELL'IO - Soggetti alla ricerca della propria storia, del proprio io, di uno specchio in cui osservare con più o meno distacco il proprio presente correre verso il futuro e aggrapparsi ai ricordi custoditi nel tempo. Il tutto si frammenta per avvicinarsi ad una realtà più ampia che si sviluppa nelle molte opere del MACUF. Mediterraneità e respiro internazionale si assaporano qui, pur entrando in contatto con la ristretta selezione presente al Cervantes.