Enzo Biagi, una vita per la libertà

L'ultimo grande giornalista italiano si è addormentato, ma la sua parola resta e ci accompagna, insieme al rispetto per le persone

Si è addormentato sereno e ha intrapreso quel viaggio, a noi umani misterioso, verso un altro mondo, ma la sua parola resterà ad accompagnarci per mano in questo cammino terreno. E' martedì 6 novembre 2007, ore 8 del mattino...

UNA VITA PER LA LIBERTA' - Nato il 9 agosto 1920 a Pianaccio sull'Appenino bolognese, Enzo Biagi decise di diventare giornalista dopo aver letto Martin Eden di Jack London. La sua indole antifascista si sviluppò dopo la soppressione del suo giornale scolatico, Il Picchio e nel 1937 scrisse il suo primo articolo per L'Avvenire d'Italia. Nel '40 entrò al Carlino Sera, occupandosi di sistemare gli articoli portati in redazione dai reporter. Dopo poco si sposò con Lucia Ghetti e poi fu costretto a rifugiarsi sulle montagne, dove aderì alla Resistenza combattendo nelle brigate "Giustizia e Libertà" legate al Partito d'Azione. Alla fine della guerra fu lui ad annunciare alla radio bolognese la liberazione. Lavorò per la Mondadori e il 1° ottobre 1961 Biagi diventò direttore del Telegiornale e fece assumere in RAI alcuni grandi giornalisti italiani come Giorgio Bocca e Indro Montanelli. Fra le sue collaborazioni La Stampa, Il Corriere della Sera, L'Europeo, La Repubblica. Nel 1995 iniziò la trasmissione Il Fatto, approfondimento dopo il Tg1 sui principali fatti del giorno, di cui Biagi era autore e conduttore. Venne seguito da oltre 6.000.000 di telespettatori, e fu nominato da una giuria di giornalisti il miglior programma giornalistico realizzato nei cinquant'anni della Rai. Dopo un periodo di cinque anni di allotanamento, il 22 aprile 2007 è tornato in tv con Il Fatto ed è stato accolto dal suo pubblico con gran calore.

NON TOGLIER LA PAROLA, RISPETTO E POETICA DEL GESTO - Una grande voce di libertà che ha garantito l'autonomia ed il pluralismo delle opinioni. Quello che resta in eredità a noi giornalisti, e a tutti, è la convinzione di non dovere togliere la parola, ma di darla a tutti quanti. Come diceva Enzo Biagi, bisogna accendere sempre una voce in più, mai una in meno. Era incuriosito dalla vita e metteva al centro le persone. Pur avendo incontrato i grandi della Terra, amava la gente comune. Un testimone del nostro tempo che agiva con quel gran senso di libertà e del rispetto per il suo interlocutore che lo contraddistingueva. Per lui la vita era fatta di tenti piccoli gesti. Biagi faceva vibrare la corda poetica, con ironia. "Con un occhio piange e fa piangere, con l'altro ride, e fa ridere o almeno sorridere. Ma la sua ironia che non traligna mai in sarcasmo, è più da trattoria o da dopolavoro che da salotto o da club." Queste le parole di Roberto Gervaso. Sognava la sua Italia che non si arrende e tutti speriamo che questo suo sogno diventi realtà. Per un'Italia davvero unita e in comunione con lo spirito degli altri popoli.