Di luci e d'ombre

Fratelli distanti e uniti nella ricerca su corpi e volti

Il volto e il corpo. La psiche e il movimento. La ragione e la fisicità. La leggerezza e la materialità. Questo secondo il metro di pensiero comune. La mostra di acquarelli Di luce e d'ombre, di Pietro e Patrizio Alviti, alla Sala Mostre dell'Archivio di Stato di Milano fino al 17 ottobre, ribalta attraverso linee e colori questa visuale condivisa.

PROSPETTIVE RIBALTATE – Teste cupe, in ombra, pesanti, presenti, materiali, voltate, di sbieco. Non ti guardano, ti tagliano, ti penetrano, colpiscono il vagare fra tele e colori. Sono i volti dipinti da Patrizio Alviti. I tratti somatici sono simili ma non uguali: le infinite varietà dell'identico, velato di ironia. I corpi, quelli messi in pittura dal fratello Cristiano Alviti, appaiono labili e indefiniti, sono sospesi, in linea di non equilibrio, sul punto di spezzarsi, in procinto di muoversi o fermarsi. Una sottile linea d'ombra che sta per frantumarsi in un oceano di luce, forse. Fieri e dolci non sono come appaiono. Due fratelli interpretano così il loro mondo, fatto di percezioni e prospettive complementari ma distanti, unite ma disgiunte e il pubblico percepisce questa diversità raffigurativa e rimane colpito dalla luce dei corpi e dalle ombre dei visi. La gamma cromatica scelta è varia: grigi tenui, celesti graduati, colori soffici e limitati ma davvero ben utilizzati. Le linee non sono ben definite, si perdono nell'orizzonte. Il tratto è fraterno. Il resto è dissimile ma catalizza l'attenzione.

LA RICERCA DAI CORPI AI VOLTI - Un viaggio in circa quaranta tele, nudi e ritratti, che nel complesso si focalizzano sui rapporti individuali e unici che ogni individuo instaura con il proprio corpo e la rispettiva anima. Il percorso figurativo, curato da Sergio Rossi, inizia con la descrizione idealizzata dell'uomo e della donna. I nudi maschili sono corpi energici, vitali, duri nelle curve e nella definizione muscolare. La luce ne risalta il vigore, la potenza, la mascolinità. La donna, invece, porta con sé un background di sinuosità e armonie che rivelano una sensualità connaturata. Si prosegue con i volti che completano un corpo svelandone l'anima: le pose, gli sguardi, i tratti più o meno evidenti, il colore mutevole narrano personalità che il pubblico osserva e analizza. La mostra si sviluppa a partire dal progetto Arte e Scienza, concepito dai fratelli Alviti, proprio per esaltare la stretta sinergia fra i due ambiti conoscitivi, eterogenei nel soggetto analitico ma analoghi nell’obiettivo: lo studio al servizio dell'individuo.

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