Daniele Crespi

Tributo dovuto ed ora realizzato ad uno dei grandi del Seicento lombardo

A Daniele Crespi, artista poliedrico, non era mai stata dedicata una mostra antologica ed è ora proprio Busto Arsizio, la sua città d'origine, a rendergli un giusto omaggio, con questa mostra che è sicuramente uno spunto per molti e un avvio di percorso verso la storia dell'arte, sicuramente idoneo ad affinare il gusto del bello.

Crespi è uno dei pochi riconosciuti tra i grandi del Seicento lombardo, e in questa antologica traspare certamente tutta la sua particolarità, e la vena di umanità che riusciva a conciliare in ogni suo dipinto. Aggirandosi per la mostra si colgono senza difficoltà tutte le qualità che valsero a Daniele Crespi fama e successo.
E' attraverso le sue opere che si può rivivere l'atmosfera cupa del primo Seicento lombardo. Ripercorrere la carestia, la peste, le incursioni delle truppe mercenarie dei Lanzichenecchi, la dominazione spagnola e ancora la diatriba tra la Chiesa e la dominazione spagnola.

Il percorso espositivo documenta le tappe della sua carriera artistica partendo da quella che è stata la formazione nelle grandi botteghe dei frescanti, ai contatti con l'ambiente piacentino, al presunto viaggio a Genova nel 1622, fino alle influenze da parte di Morazzone, Cerano, e del Procaccini. Fino ad arrivare ancora ad un proprio linguaggio classicista e ad una propria scuola, alle grandi commitenze per gli Ordini religiosi fino all'incontro importante con Velazquez e per suo tramite con Murillo e Ribera.

Al di là delle diatribe biografiche, questa mostra è unica per aver saputo conciliare a Palazzo Cicogna opere mai confrontate prima, provenienti da chiese e musei milanesi, da collezioni private oltre che da prestigiosi musei europei, uno tra tutti il Louvre. La mostra, infine, ha un ideale collegamento con il territorio attraverso un itinerario che vuole unire i luoghi dove sono tuttora presenti le opere del Crespi: le chiese di Milano, Pavia e Novara. Più che un percorso è questo un progetto, spiegato in ogni parte attraverso un video più che esaustivo e che rende certamente giustizia alle opere che vengono proiettate al primo piano di Palazzo Cicogna dove termina la mostra.