Collezionismi

Dall'apparente nonsense all'arte, il collezionismo come "forma mentis" in cui sopravvivono mondi perduti

Vi siete mai chiesti cosa può significare collezionare oggetti? Che essi siano opere d'arte o cose apparentemente inutili, per chi le sceglie con cura e le custodisce hanno un significato che va al di là dell'apparenza. Il collezionismo come forma mentis, come attitudine particolare dello stare con gli oggetti che si manifesta nella raccolta, nel "coccolare" e nella fruizione consapevole di ciò che nutre l'immaginario di ciascuno.

OGNI COSA E' ILLUMINATA - Se non avete ancora visto il film di Liev Schreiber, con Elijah Wood, Ogni cosa è illuminata, affrettatevi a farlo e capirete meglio. E' il racconto del viaggio, in Ucraina, di un giovane ebreo americano deciso a trovare la donna che salvò suo nonno dal nazismo. Un viaggio nella memoria che ricostruisce la vita del villaggio di Trachimbord, uno dei numerosissimi shtetl bruciati e dimenticati durante la Seconda Guerra Mondiale. Un luogo che ha smesso per sempre di essere geografico sopravvivendo soltanto nell'anima di coloro che ne hanno pazientemente raccolto e conservato, fino a collezionarle, le tracce. Un'opera prima illuminante e illuminata come "ogni cosa" nel titolo che lavora sul tragico e sul comico, rivelando del primo l'universalità e del secondo il tempo e i modi della cultura, qui quella yiddish.

IL MONDO COME VOLUTTA' E SIMULAZIONE - "La collezione è prima di tutto un modo di raccogliere e tenere insieme, una forma e una logica diverse, soprattutto da quelle più diffuse, quelle sociali, quelle cosiddette "vincenti"; forme e logiche della qualità, del desiderio e della realizzazione, piuttosto che della volontà e della rappresentazione, della finzione e del consenso; forme e logiche interne e individuali, apparentemente ai limiti dell'arbitrario e dell'espressionista, ma che, come l'opera d'arte, dimostrano un proprio statuto di legge, di funzionamento prima e di reale validità poi, che producono bellezza e salvaguardano la necessità e il valore condivisibile". Ecco come Elio Grazioli, curatore della mostra Collezionismi ad Assab One dal 23 marzo al 24 aprile, descrive l'arte del collezionismo. In mostra gruppi di oggetti, piccoli assaggi di grandi collezioni, opere di artisti contemporanei che parlano di come gli atti di riconoscere, appropriarsi e dare un posto alle cose siano già di per sé gesti creativi, necessari e complementari alla realizzazione artistica.

MILANO, INCROCIO DI SENTIERI DELL'ARTE - Nella casa museo per eccellenza a Milano, il Museo Poldi Pezzoli, è da qualche mese stata inaugurata La Sala del Collezionista e fino al 10 giugno sarà ospitata la mostra Collezioni e Collezionisti incrociano i sentieri dell'arte. Il curatore Andrea Di Lorenzo ci narra le vicissitudini che hanno portato alla formazione delle collezioni della National Gallery e ci dà qualche impressione personale sul collezionismo ed il suo valore per l'arte: "In un'epoca in cui non esisteva la fotografia la valutazione di un'opera d'arte per la scelta dell'acquisto in una collezione passava attraverso la descrizione ed il gusto del collezionista. Credo che l'arte viva di collezionismo e viceversa: i sentieri del gusto artistico si alimentano di critici e cultori di opere. Il collezionismo ha svolto una grande parte nella storia dell'arte: molte opere sono ancora integre oggi perché salvate nel tempo dalla cura e dalla passione dei collezionisti. Nella mia opinione, l'iniziativa della National Gallery di Londra, anche se ha sottratto all'Italia alcune opere d'arte, ha consentito di disporre oggi di opere dei rinascimentali lombardi, anche minori." E alla domanda se Milano sia ancora oggi città/mercato, luogo di fermenti artistici risponde: "Credo che Milano con il gusto per la moda ed il design continui a conservare un posto importante nel panorama artistico italiano e anche europeo. Chiaramente l'avvento di nuove tecnologie e l'apertura verso un mondo globalizzato ha cambiato i modi di leggere l'arte. Raccogliendo l'eredità di Poldi Pezzoli, ancora oggi ci sono esempi di attenzione per le opere del passato tra i collezionisti contemporanei, ch"e forse un giorno verranno ricordati come cultori di un gusto raffinato e sensibile."

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