Cibarsi immersi nell'arte

Alcuni dei ristoranti più innovativi nei musei del mondo. Fra design, contemporaneità storia e intrecci di gusti

Prendi l'arte e mettila da parte... quando la fame prende lo stomaco, anche davanti all'opera più bella non si può più resistere e se il museo dove ci si trova è provvisto di un ristorante, la giornata culturale si fa sicuramente più interessante, senza dover per forza uscire alla ricerca di un luogo dove trovare ristoro e riposo. Molti musei contemporanei offrono anche un servizio per pranzi, cene, colazioni, merende, aperitivi e dopo cena che in alcuni casi sono di alto livello. Ovviamente l'Italia si posizione fra gli ultimi arrivati, ma qualcosina si trova anche da noi, sebbene abbiamo ancora molto da imaparare. Ma non eravamo la patria dell'arte e del buon cibo? E non è vergognoso che proprio Milano non abbia un museo stabile di arte contemporanea?

MILANO, DOPPIA TRIENNALE - Il Coffee Design della Triennale di Milano, progettato da Michele De Lucchi, è frutto di un intenso lavoro di ricerca dell'essenzialità e dell'equilibrio, forse pure troppo. Prolungamento delle aree espositive, l'accesso è delimitato da una selezione in continuo rinnovamento di oggetti di culto del design internazionale, con pezzi di Castiglioni, Magistretti, Munari, Ponti, Stark e tanti altri maestri del '900. Più di cinquanta diverse sedute, ma la sostanza "sfamante" dove sta? Il Coffee Design propone percorsi gastronomici, pranzi e cene tematizzate, aperitivi, happy hour e cucina etnica. Ospita inoltre eventi e organizza manifestazioni culturali come incontri letterari, reading poetici e ascolti musicali. Però se avete davvero fame non è quello che fa per voi... Altra zona, ancora Triennale, ma in Bovisa. Aperto dalle 10 della mattina alle 2 di notte, il Bistrot Bovisa, trasparente e luminoso, ospita le creazioni dello Chef Moreno Cedroni, fra bocconi DOP come il prosciutto Patanegra e la Bufala Campana. Happy-Hour, Brunch e serate artistiche con musica dal vivo e dj set. Potrebbe anche diventare un valdio concorrente ai locali della nightlife milanese!

BILBAO-VENEZIA, CONTEMPORANEITA' E STORIA - Disegnato dall'architetto americano Frank O. Gehry, il Guggenheim di Bilbao sorge in riva al fiume Nerviòn e appare subito suggestivo con le sue forme che guardano al futuro. I tavoli, impeccabilmente "vestiti" con fini cristalli, porcellane e fiori freschi sono in legno di Oregon. Le proposte del giovane Chef Martìn Bartesagui spaziano da piatti leggeri della tradizione popolare spagnola a ricette più elaborate e ricercate. Qualche stuzzicante esempio sono i pomodori ripieni con riso al nero di seppia e crema fresca, merluzzo con Melissa e Menta acquatica, prosciutti prelibati e l'immancabile pollo aromatizzato. Della famiglia Guggenheim abbiamo un esemplare anche in Italia a Venezia. Di altra pasta fatto, il Peggy Guggenheim snoda le sue collezioni artistiche in una villa antica, illuminato dai bagliori del sole che si specchia nella storica laguna. Palazzo Venier dei Leoni è un edificio incompiuto, noto come il palazzo non finito, iniziato nel 1748 su progetto dell'architetto Lorenzo Boschetti, il cui unico altro edificio a Venezia è la chiesa di San Barnaba. Anche al Peggy si trova un ristorante e caffetteria dove rilassarsi fra un'opera e l'altra. Menu dai sapori mediterrenei con una strizzatina d'occhio all'internazionalità.

NY, MOMA - Come si poteva chiamare il ristorante del MOMA di New York se non The Modern? La cucina proposta è quella franco-americana, grazie allo Chef alsaziano Gabriel Kreuther e il mastro-dolciario Marc Aumont. Per un pasto meno formale potrete scegliere la sala del Bar che guarda sul giardino di sculture Abby Aldrich Rockefeller. L'architettura si ispira al movimento del Bauhaus, elegantemente arioso e pieno di luce, raggiungendo in tal modo un'armonia di parti che viene arricchita da complementi di arredo di alcuni dei top designer del momento, Arne Jacobsen, Hans Wegner, Sidse Werner, Paul Kjaerholm.

LONDRA, TATE MODERN - Un luogo piacevole e amichevole dove assaporare specialità rigorosamente stagionali e vini di produttori innovativi. Lo Chef Justin West ha creato un menu che attinge dagli ingredienti migliori della tradizione inglese, rivisitati con particolari di altri Paesi, specialmente Spagna e Italia. Si possono così incontrare pappardelle al coniglio, caffè Illy, polenta, carpaccio o roastbeef di Oxford al vino rosso. Immancabili per la colazioni muffins, paste danesi e pane al cioccolato.

PARIGI, POMPIDOU - Al Ristorante Georges, al sesto piano del Centro Pompidou, potrete godere di una delle viste più suggestive di Parigi. La sua architettura, curata da  Dominique Jacob e Brendan McFarlane, segue la singolare struttura del Centro, sviluppando all'interno una sorprendente copertura di alluminio dalle linee morbide. L'atmosfera diviene in tal modo futurista e high-tech, condita da un menu che sposa sapori asiatici e quelli delle brasserie delle metropoli.