Chiese Eccentriche

Nel senso di eccezioni. Un percorso in 3 tappe nei luoghi di culto fuori dalla norma

Un tour nelle chiese della città, tra croci greche e latine, può essere decisamente noioso se non si è appassionati del genere o ferventi devoti. Abbiamo però scovato, tra chiese di quartiere e capolavori architettonici noti a tutti, tre luoghi di culto che portano i segni di storie suggestive, tipiche della Milano dimenticata.

DANSE MACABRE - A pochi passi da piazza del Duomo, nelle vie dove lo shopping si fa meno frenetico, sorge la chiesa barocca di San Bernardino. Imboccando una porta sulla destra dell'entrata, ci si ritrova in un ambiente lugubre dal sapore gotico: è il suggestivo ossario, dove centinaia di teschi ammassati coprono le pareti della cappella, fino a creare una macabra texture decorativa, in forte contrasto con l'affresco del soffitto che ritrae l'ascensione delle anime in Paradiso. Malviventi, vagabondi, ma anche nobili milanesi sono incastonati nelle pareti con un gusto che solo il Medioevo poteva ideare e non smette di fare rabbrividire i visitatori. (Dal lunedì al venerdì, ore 7.30-12; sabato 7.30-12; chiuso la domenica).

TROMPE L'OEIL - Proseguendo la passeggiata verso via Torino, tra un negozio e l'altro fa capolino una piccola chiesa dalla facciata poco attraente. Il vero gioiello è nascosto all'interno: un'abside all'apparenza normale avvicinandosi svela la sua natura pittorica e non architettonica. La prospettiva è stata una rivoluzione radicale che ha permesso di evocare spazi verosimili. Nel 1480 Bramante ha sfruttato questa proprietà illusiva per poter dare alla chiesa di San Satiro un'abside tradizionale che non poteva essere costruita per mancanza di spazi, una nicchia prospettiva che inganna anche l'occhio umano (via Torino, 17. Feriali ore 7.30-12 e 13.30-19; festivi 9.30-12.30 e 15.30-19).

NEON MISTICO - L'ultima tappa si trova lontano dal centro di Milano, ma facilmente raggiungibile da via Torino con il tram numero 3. Santa Maria in Chiesa Rossa ospita dal 1996 un'installazione permanete dell'artista minimalista Dan Flavin con il sostegno della Fondazione Prada. L'artista ha usato il tubo al neon come fosse un segno, ma ne ha anche utilizzato la luce come fosse un colore. Una colorazione luminosa rispetta le simbologie cristiane: azzurro per la volta, che allude al paradiso, giallo oro per il retro dell'altare, luogo dell'apparizione divina, violetto per le zone che ricordano la Passione di Cristo. (via Neera, 24. Feriali ore 8-12 e 16-19).