apertura casa museo di alda merini a milano

Casa museo Alda Merini

Sui Navigli uno spazio per ricordare la poetessa milanese, a cinque anni dalla sua scomparsa

"Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra". E davvero Alda Merini, la poetessa dei Navigli, a cinque anni dalla sua scomparsa (avvenuta il 1° novembre 2009) non lascia Milano. La Casa delle artiste, associazione culturale tutta(o quasi) al femminile, ha vinto il bando per la gestione della casa museo di recente apertura. Uno spazio di commemorazione, ma anche un luogo fertile per tutto ciò che è arte.

La struttura di Casa delle Arti - Spazio Alda Merini è piuttosto ampia. Al piano terra un giardino con pergolato, un caffè letterario con una piccola libreria dedicata alla poetessa milanese, una sala espositiva per mostre e incontri. Al piano superiore pannelli con poesie e fotografie della Merini e la ricostruzione della camera da letto con arredi originali provenienti da quella che era casa sua, in Ripa di Porta Ticinese 47. Lo spazio è visitabile gratuitamente dal giovedì alla domenica dalle 18 alle 22.30, oppure in altri momenti della settimana previa prenotazione.

Alda Merini non c'è più, ma molti amici sui Navigli la ricordano ancora, e passano per salutarla a Casa delle Arti. Si riconoscono nei nomi o numeri di telefono scritti ovunque dalla sua mano grafomane. La porta originale, lo specchio e i pannelli di muro asportati, ricoperti da tratti di penna e rossetto, incarnano la sua poesia, assieme a molti altri oggetti qui conservati. Tutto è supporto o ispirazione poetica. La voce della musa dei Navigli sembra risuonare ancora, mentre recita versi improvvisati. Sul comodino i suoi trucchi e le collane, appoggiati da pochi istanti o da sempre.


Nei pannelli espositivi è possibile ricostruire la sua storia. Esordiente poetessa a 15 anni, proprio a quell'epoca subisce il primo ricovero psichiatrico. Dagli anni Settanta, per un lungo quindicennio, la poetessa entra ed esce dagli ospedali, tormentata dalla pazzia, che è però anche la principale sua fonte di ispirazione poetica. Punto di riferimento per lei rimane Ettore Carniti, primo ma non unico marito e grande amore della sua vita, da cui ha quattro figlie. Con il successo e la visibilità mediatica la salute mentale della Merini migliora, ma le lunghe degenze ospedaliere le lasciano segni indelebili. Da sempre poetessa impulsiva, negli ultimi anni della sua vita nemmeno scrive le poesie, ma le detta al telefono perché altri le trascrivano o semplicemente le declama ad alta voce. 

La Casa delle Artiste si occupa di portare avanti attraverso il museo la memoria di Alda Merini, ma anche la sua apertura alla cultura in generale. Casa delle Arti - Spazio Merini accoglie oggi mostre, rassegne, incontri, spettacoli, in continuità con l'amore per Milano della poetessa dei Navigli.