Bret Easton Ellis: prendi un lettore, trattalo male

Incontro poco felice con l'autore di "Meno di zero" all'uscita del seguito "Imperial bedrooms"

Una sera d'ottobre, l'incontro con un grande scrittore: Bret Easton Ellis. Quello di American Psycho e di Meno di zero, di cui ora, 25 anni dopo, pubblica il sequel: Imperial bedrooms (Einaudi, Euro 18). Lo scrittore americano lo presenta alla Feltrinelli, nella serata in questione, davanti a una folla di lettori che lo attendeva con ansia e curiosità. Ma la star o, come si definirà più volte lui stesso, l'"animale", la "scimmia", appare annoiato, svogliato. Irritabile e irritante.

Il "collega" Antonio Scurati introduce B.E.E., gli chiede a bruciapelo il perché di questo sequel, perché ora. Risposta: "Quanti che siete! Ah... quanti italiani! Non avete di meglio da fare il venerdì sera? Siete venuti a vedere l’animale? Volete che la scimmia danzi?... Io scrivo per un bisogno emotivo e scrivere Imperial bedrooms è stato un processo doloroso. Quando l’ho finito volevo solo pensare a qualcos’altro, ma sapete, poi c’è il booktour, le domande. Io non ho risposte alle domande”. Applausi. Scurati, laconico, passa il testimone ai lettori che non demordono e chiedono. Domande a cui Bret Easton Ellis risponde: "La cosa più terrificante della mia vita? Un booktour!". Applausi. "Christian Bale? Dopo American Psycho è peggiorato, dovrebbe limitarsi a certe commediole romantiche". Applausi. "La moda? Posso permettermi di non seguirla, oramai mi interessa solo stare comodo". Applausi. Si infiamma alla domanda sull'aneddoto più curioso del tour, lanciandosi un racconto narcisistico su un tartufo regalatogli ad Alba, smarrito e poi ritrovato. Al termine dello show, la scimmia – pardon – lo scrittore si ferma per firmare autografi e noi intercettiamo Scurati fuori dalla libreria. Parla con qualche lettore presente all'incontro, che fa presente il comportamento di B.E.E.. Scurati alza le spalle, ammette che spesso gli autori americani sono insofferenti, sembra voler dire "che volete farci?", aggiunge: "Almeno è un grande scrittore, ci sono altri che si comportano allo stesso modo pur scrivendo robetta". Ah, dimenticavo, la news: sebbene la casa editrice abbia insistito, Bret Easton Ellis non pubblicherà nessun prequel di American Psycho. Buon per lui: si risparmia un nuovo booktour. E anche noi.

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