Arte per il futuro

Os Gemeos, Màximo Gonzalez e Carla Bedini. Tre delle mostre più interessanti dell'autunno

Personaggi fantastici che balzano nella quotidianità, domande esistenziali che attanagliano il pensiero umano, mondi antichi da riscoprire con lo sguardo filtrato da un'impalpabile garza. Fra le mostre in arrivo ecco che Os Gemeos, Màximo Gonzalez e Carla Bedini hanno suscitato particolarmente la nostra curiosità...

FANTASIA GEMELLARE - Inaugura un nuovo spazio espositivo. La Galleria Patricia Armocida presenta la prima mostra dal 3 settembre al 3 ottobre. Il duo di artisti Os Gemeos propone Assum Preto. I due gemelli brasiliani Otavio e Gustavo Pandolfi portano a Milano sei delle loro grandi tele e un'istallazione caratterizzanti il loro lavoro. L'amore per il disegno, la ricerca del dettaglio e l'assoluta padronanza del colore, sono alcuni degli elementi che contraddistinguono il lavoro dei due artisti, influenzati dalla cultura popolare brasiliana, dal contesto urbano e dal loro indice di fantasia. Inconfondibili i loro personaggi dai volti gialli tratteggiati di nero incorniciati nella city. I soggetti, insieme fantastici e reali, sembrano usciti talvolta dalla realtà delle strade brasiliane, talvolta da un mondo fiabesco.

VISIONI SUL FUTURO - Da buon visionario, Màximo Gonzalez si domanda come sarà il modo in cui ci rapporteremo agli eventi futuri che lui già ora ci annuncia, e da tale prospettiva muove il suo progetto. Dal 21 settembre al 26 ottobre a Project B presenta un progetto di riutilizzazione di tutte le macchine che presto resteranno fuori uso in seguito alla fine dell'era del petrolio. La domanda che l'artista si pone, non dimenticando di dare alcuni "visionari" suggerimenti è: a cosa serviranno tante cose quando il petrolio non esisterà più?
 
AMNESIA DI FATA - In mostra con Fairy Amnesia, dal 21 settembre al 20 ottobre alla Galleria Cà di Frà, Carla Bedini è giovane artista emiliana. Arrivata alla pittura per sentieri solitari e, per i più, improbabili (laureata in ingegneria elettronica) riesce a distillare l'eco lontano di un sentire comune alla nostra cultura occidentale con una visione lucidamente contemporanea e attuale. La ricetta ha un sapore antico, la miscela è esplosiva. La garza, donata dalla madre farmacista, avvolge tavole di legno per creare un letto sul quale adagiare le sue visioni, i suoi sogni, il suo io. Il legno, materiale vivo  viene trattato con stucco e pigmenti naturali. La tela, primo supporto della sua ricerca, non sembra più degna d'accogliere i prorompenti colori.