Anime d'animali, uomini bestiali

Il perchè del fascino che l'animale ha sempre avuto sull'uomo, tanto da esser raffigurato in opere d'arte di tutti i tempi

Non si atteggiano, non fingono. Semplicemente sono. Si manifestano oltre il velo dell’illusione, della vanità che ci avvolge. Sono integri. Commedianti senza le loro maschere. Dalla notte dei tempi gli animali son stati fra i primi soggetti che l'uomo imparò a raffigurare, per propiziare la caccia e per descrivere un pezzetto della propria esistenza. Ma cosa fa sì che essi diventino il fulcro attorno a cui ruota l'attenzione dell'artista?

SIMBOLOGIE PER CONOSCERE LA BELLEZZA – Potremmo chiederlo alla dolce carezza della Dama con l'ermellino, dipinto di Leonardo che suscita ancora mistero. Oppure interrogare gli innumerevoli buoi e asinelli delle svariate Natività, o interloquire con gli animali presi come effige del potere di nobili casate. Animale come simbolo, dal greco súmbolon (insieme + un lancio), designanti due metà che acquistano significato solo riavvicinate. Il simbolo acquista significato attraverso il segno. Così l’elefante, l’orso, la giraffa, la tigre, attraverso il nostro sguardo. Antichi Greci e uomini del Rinascimento avevano già compreso, attribuendo agli animali un contenuto più profondo di metafora, personificazione, allegoria. Così i grandi pensatori della nostra civiltà si sono soffermati a meditare sull’accezione di animalità e di umanità, che nell’arte di Saverio Polloni (Galleria Silvano Lodi, V. San Primo 6, Milano) non sono mai contrapposti, attengono al medesimo genere e si completano a vicenda, poiché l'ambizione dell'uomo è conoscere la perfezione tramite la bellezza.

ANIME D'ANIMALI, UOMINI BESTIALI - A due passi dai Navigli si incontra il meraviglioso zoo grafico quello che il fotografo newyorkese Andrew Zuckerman ha portato a Milano. A posare, come modelli sciolti dalle gabbie sono Creature di tutto il globo. “L'intento è ridefinire il rapporto con gli animali – spiega Andrew - Non mi interessano in assoluto, anzi a dire il vero molti degli animali che ho fotografato mi fanno più che altro paura. Ma mi sembrava che il rapporto tra uomo e animale andasse in qualche modo approfondito e per questo ho deciso di ritrarli per una volta da soli, su fondo bianco, totali padroni dell'attenzione dello spettatore." Insomma c'è un visibile risvolto di umanità in questi animali. E il confronto con la bestialità umana nasce spontaneo... Se solo si pensasse che su questa terra siamo davvero tutti uguali, uomini, animali, piante, allora forse il mondo avrebbe ancora una speranza che il suo cuore, la coralità degli esseri qui ospiti, non smettesse di pulsare.

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