America!

Nella spiazzante grandezza dell'America appena scoperta, paesaggi ed eroi diventano immortali nella pittura

Abbiamo celebrato il cinquecentenario della sua scoperta già da una quindicina d'anni, eppure nell'immaginario collettivo europeo proprio non riesce ad invecchiare. Ecco perché America!, ricchissima mostra in programma al museo di Santa Giulia a Brescia fino al 4 maggio può ancora permettersi di sottotitolare Storie di pittura del nuovo mondo.

ART WEST – La strada ferrata per conquistare il suo west Marco Goldin, curatore e creatore della mostra, l'ha costruita in anni di ricerche oltreoceano, risultato ne è questa sorta di sontuoso reportage artistico: quasi 400 opere tra dipinti, fotografie, documentazioni e sculture. La quantità non inganni: niente di accessorio o d'indigesto. Anzi, tanto ambiziosa quanto puntuale la mostra si dimostra consapevole di trattare un terreno vergine per i più, forse anche più di quanto lo siano i paesaggi mozzafiato ritratti nelle tele. Le sette stazioni su cui è costruito questo viaggio formano un iter cognitivo a tutto tondo, dove l'arte dialoga direttamente con la storia, per una volta in maniera tutt'altro che didascalica, ma piuttosto rivelatrice.

L'IMPRESSIONISMO E BUFFALO BILL – Non è un caso che l'asse di simmetria della mostra sia affidato a tre sale dedicate a documentazioni storiche, sociali o persino aneddotiche. Che il percorso tra i Cole, Church e la scuola di Hudson River verso poi i lidi dell'impressionismo americano sia spezzato dalle storie di Buffalo Bill e dei nativi d'America è un colpo di genio, il cui inserimento schiaccia le prospettive dei paesaggi iniziali sulla ormai formata umanità americana. Naturale allora che il viaggio di Goldin termini nei salotti borghesi di fine ottocento con la ritrattistica di Homer e Sargent, finalmente dopo tanta America, a stretto contatto con gli americani.

BRESCIA! – Sì, perché lo stupore in circolazione tra le sale del museo di Santa Giulia non è solo quello dei pittori di fronte al sublime della natura incontaminata e maestosa, del misticismo fenomenico a cui sono praticamente costretti. La sorpresa è anche quella di scoprire un livello organizzativo che può competere con praticamente chiunque in Italia per serietà, mezzi e perspicacia. Mica male.

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