Addio ad Alda Merini, Milano

Alda Merini, fiore di poesia

Le esequie in Duomo alle ore 14 per la grande poetessa milanese

"Una donna a cui è toccato il destino della poesia, mai da lei tradito". Così Maria Corti descriveva Alda Merini, sulla strada della poesia dall'età di 15 anni e fino ad oggi, quando si è spenta all'ospedale San Paolo. L'Italia perde una delle ultime grandi poetesse viventi e Milano una delle cittadine che più l'ha amata. Le vicende personali della Merini sono intrecciate alla città: al Paolo Pini, il manicomio in cui fu internata negli anni '70, ma soprattutto ai Navigli, dove la scrittrice ha vissuto in una casa dalle pareti segnate dai numeri di telefono degli amici, scritti con il rossetto rosso. 

Milano, amata ma non immune dal suo sguardo critico, così in un'intervista al Corriere della Sera del 1994: "Milano d'estate è abbandonata, l'unica città ridotta a questo squallore (...). Quando è in movimento, Milano è molto bella, ma non la conosce nessuno. È piena di ricchezze, andrebbe vista. È la mia città , ma è la dimenticanza che mi spaventa". Nel suo libro Canto di Milano (edizioni Manni, Euro 12) l'argomento è sviscerato compiutamente, da segnalare è anche Fiore di Poesia (Einaudi, Euro 11), dove scrive: "Io sono novembrina, nel senso che amo le foglie sparse per terra, gli autunni celeri, quelli che incantano finalmente il sole e lo fermano nel suo girovagare quotidiano. La tenebra è sempre stata la mia luce". E nel primo giorno di novembre Alda Merini è andata a scoprire com'è fatta la tenebra ultima. Ora il titolo della sua raccolta Più bella della poesia è stata la mia vita sembra il giusto epitaffio. 

Annunciati funerali di Stato per mercoledì 4 novembre in Duomo alle ore 14. Palazzo Marino ospiterà la camera ardente.