Claudio Baglioni e il concerto milanese "contestato"

L'Arena Civica festeggia i 200 anni sotto tono e al botteghino il pubblico pagante protesta

L’estate musicale milanese è iniziata sotto tono e tra le proteste. Claudio Baglioni, riempitore di stadi, non è riuscito a far gola con il suo progetto QPGA – Questo Piccolo grande Amore che doveva celebrare i 200 anni dell’Arena Civica di Milano. C’è ancora lo zampino della crisi?  Poco dopo le nove inizia lo show e gli spalti della struttura sono semivuoti. Gli organizzatori non fanno in tempo far ritardare l’inizio perché i veri disagi sono davanti al botteghino. Lì si sfiora quasi la rissa.

LA PROTESTA“Vergogna, vergogna, vergogna!”, gridano un centinaio di persone che poco prima delle 21 non riescono ancora a convertire il voucher in biglietto. Mentre la situazione si fa quasi rissosa, intervengono le forze dell’ordine. É un continuo rimbalzo tra la cassa Ticket One e quella Bag/Friends & Partner. Il pubblico pagante non ne può più: “Non potete trattarci così dopo aver sostenuto un costo di biglietto”, avanza un signore inviperito. Intanto, l’imbarazzo è per l’organizzazione. Nel caos non sono distribuiti adeguatamente omaggi e inviti e così alcuni ospiti restano a bocca asciutta. La situazione si normalizza a tre quarti d’ora dall’inizio del concerto e chi chiede il sacrosanto rimborso viene sballottato da un posto all’altro. L’unica via d’uscita? Entrare a metà esibizione.

QPGA – Più che un’opera moderna, lo spettacolo musicale di Claudio Baglioni sembra la proiezione di un film muto accompagnato da bravi musicisti. Sul mega schermo scorrono le sequenze del teen-movie Questo Piccolo Grande Amore di Riccardo Donna – scimmiottando i vezzi visionari di  Picnic ad Hanging Rock di Weir – e l’impeccabile voce del cantautore romano ripercorre l’omonimo album del 1972. L’eccessiva lentezza rischia di far diventare QPGA una narcisista e compiaciuta autocelebrazione dai toni “cocciantiani”. Tuttavia, il pubblico riprende grinta nella seconda parte con la sfilza dei successi, da E tu a Io Sono qui fino al bis di chiusura con la corale di Strada facendo.

TRA I DUE LITIGANTI - I veri privilegiati della serata sono le poche persone che si assiepano dinanzi alle porte spalancate dell’Arena Civica e si godono gratis tutto il concerto dall’inizio alla fine, cantando in coro i successi di Baglioni. Si fermano persino due Giapponesi che esclamano: “Free concert?”. No, ma sono le bizzarre contraddizioni di un evento musicale in stile Belpaese.