Viva l'Italia

Il film di Massimiliano Bruno è una fotografia impietosa ma ottimista del Paese. Nel cast, anche Michele Placido e Ambra Angiolini

Raccomandazioni, volgarità, malapolitica: non è certo un Belpaese quello che emerge da Viva l'Italia, la nuova, agrodolce commedia di Massimiliano Bruno. "Una fotografia", come preferisce definirla il regista, "da riguardare tra qualche anno per ricordarsi come stavano le cose nel 2012". Lo scatto, decisamente impietoso, ritrae l'onorevole Spagnolo (un ottimo Michele Placido) e i suoi figli, che, volenti o nolenti, hanno tutti fatto carriera per merito del padre.

LA TRAMA - Susanna (Ambra Angiolini) è un'attrice mediocre che supera i provini pur avendo un pessimo rapporto con la dizione, Valerio (Alessandro Gassman) è un bamboccione nullafacente che diventa amministratore delegato dell'azienda in cui lavora. Persino Riccardo (Raoul Bova), ribelle e idealista, è medico per intercessione del genitore. Un padre decisamente ingombrante, che diventa ancor più problematico quando, a seguito di un malore, perde qualsiasi freno inibitorio. I figli devono assisterlo e inevitabilmente si trovano anche a dover affrontare la realtà.

IL RUOLO DEI GIOVANI - "Dopo essermi avventurato nella commedia romantica con Nessuno mi può giudicare, ho cercato una storia che fosse nazionalpopolare, ma che al tempo stesso provocasse una reazione" afferma Bruno. "Il film critica la volgarità di una certa classe dirigente ma fa sperare nel cambiamento. Mentre scrivevo, pensavo soprattutto ai giovani: lo Stato è fatto del nostro sangue e del nostro sudore, deve pur importarcene qualcosa. Perché, se non ti informi meglio, se non provi ad essere l'artefice del tuo destino, dopo non avrai diritto di lamentarti". Grazie alle convincenti interpretazioni degli attori principali (Ambra simula una zeppola esilarante) e nonostante qualche evitabile stereotipo, la pellicola fa sorridere in modo cinico e crudo. Basterà per far tornare anche un po' di ottimismo? Al cinema dal 25 ottobre.