Gianni e le donne Recensione

Un latin lover sui generis

In "Gianni e le donne", il regista di "Pranzo di Ferragosto" è alla ricerca di un'amante

Nel 2008 aveva sorpreso pubblico e critica con Pranzo di Ferragosto. Adesso torna in sala con Gianni e le donne. Nel suo secondo film, l'attore, regista e sceneggiatore Gianni Di Gregorio racconta lo smarrimento di un sessantenne che improvvisamente si accorge di non avere più fascino. A nulla servono i consigli del fido Alfonso di trovarsi un'amante: Gianni è circondato da donne bellissime che lo vedono come un semplice amico.

La storia è ambientata nel quartiere romano di Trastevere, dove Di Gregorio è nato e abita. La vita dell'uomo scorre monotona tra la moglie distratta, la figlia adolescente e il di lei fidanzato, con cui Gianni condivide gran parte delle giornate. Il resto del tempo è dedicato all'anziana madre, interpretata dall'inossidabile ultranovantenne Valeria de Franciscis Bendoni. Una presenza femminile invadente e ingioiellata, che aveva già conquistato gli spettatori in Pranzo di Ferragosto.

Gianni e le donne racconta, tra risate e note malinconiche, l'amore nella terza età e l'inesorabile passare degli anni. Di Gregorio, sensibile e timido, si cala con naturalezza nella parte di un uomo consapevole di essere diventato "trasparente come un oggetto dell'arredo urbano". Incalzato da Alfonso, Gianni cerca di fare colpo sulla giovane vicina di casa, su un'amica di famiglia, sulla ragazza che accudisce la madre e perfino sulla sua fidanzatina del liceo. Con scarsi risultati. Chissà cosa ne diranno al Festival di Berlino, dove viene presentato in questi giorni. Il film non ha la trascinante verve che scaturiva dalla pellicola d'esordio, con il suo clan di vecchiette terribili, incuranti del caldo estivo. Ma conserva quella grazia e quella delicatezza che solo le storie reali e spontanee sanno avere.