Sundance Film Festival 2009

Chiude la rassegna del cinema indie: ecco chi ha vinto e di cosa si è discusso

Domenica 25 gennaio si è conclusa l'ultima edizione del Sundance Film Festival, la rassegna del cinema indie cui Robert Redford diede vita nel 1978 (con l'allora nome di Utah/US Film Festival, poi cambiato in quello attuale nel 1991). Oltre alle proiezioni dei lungometraggi e documentari in gara, si sono tenuti diversi incontri: grande rilevanza è stata data alle nuove frontiere del digitale. Complici della rivoluzione nella fruizione di video e film, sono il successo del web (Youtube, ma anche i social network Myspace e Facebook) e i telefonini di ultima generazione. Morale: si è finito con l'ipotizzare il potenziamento della banda larga e del Wi-Fi e la sperimentazione di una distribuzione cinematografica diversa, che preveda l'uscita della pellicole nelle sale, in dvd e al cinema in contemporanea.

Non ultimo, ricordiamo il vincitore della kermesse. Si tratta di Push: Based on the novel by Sapphire, diretto da quel Lee Daniels che nel 2001 produsse Monster's ball (la pellicola che valse un Oscar ad Halle Berry). Il film racconta di una teenager di colore vittima di abusi e affetta da HIV, che sarà soccorsa da un'assistente sociale di Harlem, interpretata da una semi-irriconoscibile Mariah Carey. Push si è aggiudicato il gran premio della giuria ed il premio del pubblico come miglior film drammatico made in U.S.A.; ancora ignota la data di uscita in Italia.

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