Recensione film Shrek e vissero felici e content

Shrek: più miele e meno fiele

Nel nuovo film, l'orco dal cuore buono lotta contro la routine familiare. Ma l'ironia è meno pungente

Sono trascorsi quasi dieci anni dal suo arrivo sul grande schermo. Nel nuovo Shrek e vissero felici e contenti, la storia del rude, ma amorevole, orco verde della Dreamworks giunge al quarto capitolo (forse l'ultimo?) della saga. Una produzione in 3D, così tridimensionale da sentirsi quasi dentro la scena. 

Nel film, Shrek è un marito e un padre stufo della sua quotidianità familiare. Per movimentare i suoi giorni, firma un patto con il rossomalpelo Tremontino (ancora un nano maligno dopo Lord Farquaad), cedendo un momento qualunque della sua vita in cambio di 24 ore di libertà. Questa scelta stravolgerà il corso della storia e Shrek dovrà lottare per rimettere tutto in ordine. La pellicola è divertente, ma pur ridendo si sente un po' l'assenza di spassose trovate, come lo Specchio delle brame che presenta le fiabesche "scapolottine" (Shrek) o Biancaneve che intona i Led Zeppelin (Shrek Terzo). Le battute taglienti e le prese in giro al mondo infiocchettato delle favole erano state la conditio sine qua non dei precedenti tre film. Questa volta c'è tanto miele e meno fiele. Tranquilli. Agli occhioni dolci del Gatto con gli stivali, in versione oversize, o alle perfomance canterine di Ciuchino, Mike Mitchell, il regista, non ha rinunciato . Al cinema dal 25 agosto.

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