Come l'acqua per gli elefanti Recensione

Robert e Reese: come acqua sul fuoco

Pattinson e Whiterspoon insieme in "Come l'acqua per gli elefanti", ma la coppia non fa scintille...

Strana accoppiata di star quella di Come l’acqua per gli elefanti, film sentimental-drammatico tratto dal romanzo dell'autrice canadese Sara Gruen (Acqua agli elefanti, Neri Pozza, Euro 17). Coppia composta dall'idolo delle teenager Robert "Twilight" Pattinson e da Reese Whiterspoon, premio Oscar nonché, fino a qualche tempo fa, eletta dal popolo a stelle e strisce America's sweetheart ("fidanzatina d'America", ndr). Classe 1976 lei, 1986 lui: trattasi di coppia anagraficamente sbilanciata, e se ciò non costituirebbe grave problema nella vita reale, per le regole degli Studios la situazione è quanto mai insolita, specie considerando i flop che la Whiterspoon ha inanellato dopo Walk the line, film che le regalò l'Oscar, a differenza del successo planetario di Pattinson grazie alla saga di Twilight appunto.

IL FILM - Ma vediamo in quale sceneggiatura troviamo coinvolti i due attori. Pattinson è Jacob, studente di veterinaria figlio di immigrati che improvvisamente si trova solo al mondo, senza casa né soldi. Sono gli anni della Grande Depressione, gli States contano migliaia di vagabondi e come loro Jacob si incammina verso un futuro certo di stenti. Se non fosse che una notte salta sul treno giusto, quello dei Fratelli Benzini, compagnia circense gestita dal volubile e sadico August (il Christoph Waltz di Bastardi senza gloria). La moglie del cinico direttore è Marlena (Reese Whiterspoon), acrobata punta di diamante della compagnia. Bellissima e algida, conquisterà il cuore di Jacob, col quale divide l'amore per gli animali. La passione che nascerà tra i due metterà in pericolo la loro stessa vita. Scenografia e fotografia risultano impeccabili, promossi nel tentativo di ricreare l'affascinante mondo del circo. Splendidi i costumi: le mise dell'attrice sembrano uscite dalle pagine dei rotocalchi di moda. Jacqueline West, che ne è l'artefice, spiega: "Volevo che il colore e i lustrini balzassero fuori dal circo stesso. Gli abiti lunghi da sera di Reese rievocano quelli che si vedevano addosso alle più grandi star dell'epoca, da Jean Harlow a Carol Lombard o Constance Bennet".

POCHE SCINTILLE - Al di là di questo? Poco altro: battute scontate, suspense mal gestita in cabina di regia e fase di montaggio e, soprattutto, una coppia che sullo schermo non funziona. Gli sguardi tra Pattinson e Whiterspoon -entrambi belli e affascinanti per carità!- non infiammano il pubblico femminile e lasciano la platea tiepida. Manca la magia, ecco. Fuori dalla sala cresce la nostalgia per i grandi melodrammi su pellicola ma, in fondo, ci accontenteremmo anche di una storia alla Top Gun. Hai detto niente…