Quando un "no" cambia la Storia

Nel film "No - I giorni dell'arcobaleno", Pablo Larraín racconta il referendum che pose fine alla dittatura di Pinochet in Cile

La politica è (anche) una questione di marketing? Oggi nessuno ne dubita, ma 25 anni fa non era così scontato. Tantomeno in un regime autoritario - il Cile di Augusto Pinochet - che, come tutte le dittature, si fondava sulla repressione degli oppositori e su una martellante propaganda.

VENDERE L'ALLEGRIA - Nel 1988, le pressioni internazionali obbligano il vecchio caudillo a indire un referendum per ottenere un nuovo mandato presidenziale. Alle opposizioni viene concesso un ridottissimo spazio televisivo per promuovere le ragioni del "no", ma nessuno, neppure tra i loro leader, avrebbe scommesso sulla vittoria. Il miracolo invece avviene grazie a un'indovinata campagna progettata da un giovane copy rampante, René Saavedra, che la imposta come se fosse la pubblicità di una bibita o di un elettromestico. "Sei riuscito a vendere l'allegria", ammette alla fine il suo capo.

L'ELOGIO DI SAVIANO
- Il film di Pablo Larraín (Post Mortem) arriva da noi forte dell'endorsement di Roberto Saviano, che ha letto in questa storia soprattutto la capacità di "capire le ragioni dell'altro". In realtà la pellicola è molto meno buonista di quanto dica l'autore di Gomorra. Neppure troppo tra le righe si legge, per esempio, anche uno scontro generazionale: nel paese e nell'agenzia, tra il giovane creativo (interpretato da Gael García Bernal) e il suo titolare (Alfredo Castro). C'è il sano cinismo di accantonare le grida dei desaparecidos e dei torturati a favore di improbabili quadretti familiari in altrettanto improbabili picnic. Del resto, come dice lo stesso regista: "Saavedra è figlio del sistema neoliberale di Pinochet, perciò è interessante che proprio lui lo sconfigga con gli stessi strumenti ideologici provenienti dalla dittatura. È il capitalismo, puro e vero, prodotto della pubblicità applicata alla politica".

Mercoledì 8 maggio, all'Auditorium Testori della Regione Lombardia, il film inaugura l'edizione 2013 del Milan International Film Festival. L'uscita nelle sale italiane è fissata giovedì 9.

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