Piccole bugie tra amici

Una storia corale con le star Marion Cotillard e Jean Dujardin

Piccole bugie tra amici è il titolo -poco poetico e molto didascalico- della commedia corale firmata dal francese Guillaume Canet: del resto, l'originale Les petits mouchoirs (letteralmente "fazzolettini") appare molto a rischio "lost in translation". Gli amici in questione appartengono alla stessa generazione del regista (classe 1973), persa tra vizi, passioni, ipocrisie e immaturità: lo sguardo di Canet non condanna, svela piuttosto la fragile, fallibile umanità dei personaggi, concedendo loro la possibilità del riscatto.

Il nutrito cast è composto da star del calibro di François Cluzet (reduce dal successo al botteghino di Quasi amici) e dei premi Oscar Marion Cotillard e Jean Dujardin, presente qui in un piccolo ma cruciale ruolo. La pellicola fotografa un gruppo di amici storici sconvolto da un episodio drammatico alla vigilia della ormai consueta vacanza a Cap Ferret. Nonostante lo sfortunato evento, il gruppo non rinuncia a sole, mare e relax: la scena si sposta allora nella tenuta del facoltoso e stressante Max. Tra cene, vino, ostriche e musica (azzeccatissima la colonna sonora, che raccoglie tra gli altri David Bowie, Ben Harper e Damien Rice) iniziano a serpeggiare segreti troppo a lungo taciuti, sofferenze e amori tormentati che semineranno inquietudine negli animi. Il regista non abbandona mai il tono della commedia benché la trama volga verso un'inevitabile resa dei conti. La maturazione dei personaggi costerà coraggio, consapevolezza e… una vittima sacrificale.

Piccole bugie tra amici funziona ma ha il sapore talvolta troppo insistito del déjà-vu. Canet sembra faticare non poco a tenere insieme un quadro tanto articolato: i 154 minuti di pellicola sono una scommessa troppo ardua da vincere per tenere il ritmo della commedia, eppure sembrano troppo pochi per dipingere i tanti personaggi coinvolti come meriterebbero, senza inciampare negli stereotipi della commedia corale.