Philomena e la virtù dei forti

Judi Dench incanta nel nuovo film di Stephen Frears, pellicola finissima dove duettano cinismo e sentimento

Alla vigilia di Natale arriva al cinema Philomena: un nuovo film del regista inglese Stephen Frears (The Queen), un'altra grande prova di Judi Dench (la mitica M. nell'ultima saga dell'agente 007) ma soprattutto un Personaggio con la P maiuscola, destinato a entrare nel cuore degli spettatori.

UN ROAD-MOVIE - Inghilterra, giorni nostri. Il giornalista Martin Sixsmith (Steve Coogan) ha appena perso un incarico di rilievo nello staff del Governo. Senza lavoro, non gli mancano talento, ironia e una buona dose di disincanto. Si imbatte nella storia autentica della settantenne Philomena (la Dench): nel 1952, a soli 16 anni, venne spedita dalla famiglia in un convento di suore Maddalene per via di una gravidanza indesiderata. Partorirà con dolore e vedrà il figlio dato in adozione contro il suo volere; di lui non avrà più notizie e passerà la vita senza mai svelare quel tragico passato. Ma ora la donna è decisa a ritrovare il suo bambino: per questo chiede a Martin di aiutarla nelle ricerche, in cambio lui potrà scrivere quella storia per un giornale. Inizia così il loro viaggio... 

LA VIRT
Ù DEI FORTI - Non potrebbero essere più distanti, Martin e Philomena: lui vorrebbe scrivere libri sulla storia russa, lei legge romanzetti d'amore, lui è brusco, lei candida col mondo intero. Lui cinico e ateo, lei naif e cattolica devota. Inutile dire che i due sono ben più sfaccettati di quanto sembri. Mentre affrontano le tappe del loro viaggio, con scoperte e incontri più o meno dolorosi, Philomena e Martin si affezioneranno l'uno all'altra, e non solo: forse non potranno condividere l'uno la posizione dell'altro, ma riusciranno almeno a comprendersi. Per un'ora e venti lo spettatore assiste a un racconto filmico dove duettano cinismo e sentimento, per chiudersi poi in vero stato di grazia. 


NOMEN OMEN – Del resto, il significato stesso del nome "Filomena" è "amica della forza". Non dite però che la nostra eroina è una donna forte: dire che è dotata della virtù cardinale della Fortezza le rende più onore. Il punto di forza del film (per restare in tema) è la sceneggiatura: premiata all'ultimo Festival di Venezia, firmata dallo stesso Coogan, appare snella, fluida, punteggiata di humour e dialoghi brillanti. Regia e ottimi interpreti concorrono a far brillare la pellicola tra i titoli usciti in questi mesi: capace di mettere in guardia, con stile finissimo, da facili buonismi e da altrettanto facili "cattivismi", quelli che oggi più che mai incoraggiano all'ironia e al sarcasmo a priori, allontanandoci dal cuore autentico dei sentimenti.

In sala dal 19 dicembre.