Milano Film Festival 2006

Milano si trasforma in roccaforte del cinema indipendente dal 15 al 24 settembre

MILANO FILM FESTIVAL - Milano si trasforma nella cittadella del cinema. Dal 15 al 24 settembre ritorna il Milano Film Festival 2006 (www.milanofilmfestival.it), la kermesse dedicata alla settima arte molto cara a cinefili, studenti, bambini, appassionati di musica e addetti ai lavori.  Questa undicesima edizione è davvero ricca ed ha fatto faticare molto gli organizzatori che si sono dovuti dimenare a scegliere tra oltre duemila film provenienti da novanta paesi diversi.  Il capoluogo lombardo, grazie al contributo di questa manifestazione, si impone come punto di riferimento per l’accostamento di nuove sperimentazioni, di nuovi linguaggi visivi che si spera possano portare nuovi sbocchi al cinema stagnante delle major. Del resto, non dimentichiamo che il Milano Film Festival celebra il cinema indipendente, quello dove la creatività deve fare a cazzotti con i costi per realizzare la propria opera d’arte.

IN CONCORSO - Gli USA arrivano in concorso con i due lungometraggi Carbuncle di T. Arthur Cottam e The Blood of my Brother di Andrei Berends. Il primo racconta in maniera eccentrica la storia complessa tra un alcolizzato e una donna con disturbi mentali; il secondo la drammatica guerra in Iraq dal punto di vista degli iracheni. La gioventù cinese alla deriva è protagonista di Walking on  The Wilde Side di Han Jie Xiaoyi (Cina, 2006); lo sconvolgimento della vita di una donna a seguito del ritrovamento di un corpo di un bambino è il filo conduttore di Someone Else’s happiness di Fien Throch (Belgio/Paesi Bassi, 2006); la periferia di Bucarest domina Marilena de la P7 del rumeno Cristian Nemescu (Romania, 2006), un disperato quadro della famiglia tedesca è in Four Windows di Christian Moris Muller (Germania, 2006). Per quanto riguarda i corti sono ben 51 quelli in concorso, provenienti prevalentemente dai paesi europei: da Bargain di Enger Gunhild a Carlitopolis di Luis Nieto.

RASSEGNE FUORI CONCORSO – Diverse sono le rassegne che vanno ad esplorare le pulsioni e le provocazioni cinematografiche. L’Histoire(s) du cinema di Jean-Luc Godard, con un’importante opera video del padre della nouvelle vague, viene arricchita da una serie di proiezioni di capolavori della storia del cinema: da Roma città aperta di Rossellini al Grande dittatore di Chaplin. Incontri italiani promuove invece la cinematografia italiana, Un altro cinema americano tenta invece di scavare affondo sull’aspetto off della settima arte d’oltreoceano, Focus animazione valorizza lo spirito del cartoon, Salon de refusès rimette in gioco gli "esclusi" dal concorso ufficiale del festival e Cinegiornale, recupera il contributo dell’informazione su pellicola.

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www.milanofilmfestival.it