"Lei": l'elemento umano della macchina

Spike Jonze firma una splendida e originale storia d’amore ai tempi della realtà aumentata

Se n'è fatto un gran parlare e ora, finalmente, ognuno potrà farsi la propria opinione su Lei, la bellissima storia d'amore partorita dal genio creativo e sempre originale di Spike Jonze. Fresca di un premio Oscar alla miglior sceneggiatura, lo scorso autunno la pellicola è valsa a Scarlett Johansson il premio come miglior attrice al Festival del Film di Roma. Curioso, perché la star non vi compare mai, ma si sente eccome: sua infatti è la voce di Samantha, personaggio topico del film, almeno nella versione originale (doppiata da Micaela Ramazzotti in quella italiana).

SE L'AMORE 
È AMORE - Il film racconta la relazione tra Theodore (un grande Joaquin Phoenix) e la voce del suo OS, un sistema operativo d'avanguardia, esempio di intelligenza artificiale. Siamo a Los Angeles, in un futuro prossimo dove tecnologia, interattività e realtà aumentata condizionano ogni gesto quotidiano. Lui ha un lavoro che gli consente di esprimere tutta la sua sensibilità, sta uscendo a pezzi da un matrimonio fallito e quando acquista il sistema operativo di cui sopra la sua vita cambia. Lei, Samantha, il suo OS, non è solo una voce: ha un'identità, si nutre di informazioni e di esperienze, cambia e si trasforma come un essere umano. I due si conoscono, escono insieme, si innamorano: incredibile? Mica tanto: nasce una relazione che, nonostante l'originalità di uno dei suoi elementi, è simile a quella che ogni altra coppia di esseri umani dotati di un corpo possono vivere (e sì: fanno anche sesso).

L'ELEMENTO UMANO
- Viste le premesse, sembrerebbe scontato uscire dal cinema perplessi e invece Lei emoziona, diverte, commuove, eccita. Jonze realizza due ore di grande cinema a cui contribuiscono gli ottimi interpreti, una cura straordinaria della messa in scena e la colonna sonora firmata Arcade Fire. Il mondo e la storia disegnati dal film finiscono per essere estremamente vicini alle nostre vite reali, di più: vicini al cuore umano. Caldo come, non a caso, i toni della fotografia, questo nostro cuore batte – nella vita come nel film - di amore e desiderio, di paura e solitudine. Un cuore che infonde la sua natura umana in tutto ciò che crea, anche in una voce artificiale dentro a un computer. Lei ci suggerisce che a determinarne gli esiti di una relazione, al di là di ogni sua possibile declinazione, è l'elemento umano. Con la sua voce che domanda amore e teme il dolore.

In sala dal 13 marzo.

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