Lars e una ragazza tutta sua

Negli occhi di Ryan Gosling la realtà viene filtrata, una bambola diviene umana e la solitudine è vinta

Quando arrivò il filtro di internet per conoscere ipotetiche dolci metà, sembrò che la timidezza fosse momentanamente arginata, l'incontro virtuale poteva soddisfare l'istinto di ricerca e necessità sentimentale, o per lo meno appagarlo. Poi la fantasia si è spinta oltre e la tecnologia, quale fatina buona, l'ha inseguita. Con una rapida selezione del mouse è diventato possibile scegliersi e ordinarsi una donna su misura delle proprie fantasie, bionda o mora, algida o burrosa.

LA FANTASIA -  Presa come luogo comune la perversione, il tema è toccato dalla novella romantica e malinconica Lars e una ragazza tutta sua. Il regista Craig Gillespie, autore di Mr. Woodcock, infatuato dell'assurda nostalgia quotidiana, inchioda Lars Lindstrom, interpetato da Ryan Gosling, nelle lande innevate del Winsconsin. Chiuso in una vita introversa da cui traspare una dolcezza infantile, un giorno presenta al fratello e alla cognata la sua nuova compagna Bianca. Bocche spalancate davanti alla novità, occhi sgranati di fronte all'assenza di pori della bella Bianca: il suo corpo è irreale, la fidanzata del silenzioso Lars è una bambola fatta su misura della sua fantasia, ordinata su internet.

LA SPONTANEITA' - Una commedia semplice, priva di eroi e occhiolini, rende chiaramente l'idea di cosa sia la solitudine e la paura dell'amore. Se la tecnologia ci viene incontro, i sentimenti umani sembrano essere inchiodati ai timori di sempre. La dolcezza dei dialoghi e delle abitudini dimenticate, rende un quadro rarefatto eppure reale. Niente è teso verso il drammatico e il romantico, il quotidiano è spontaneo e così Bianca diventa anche per noi una persona in carne e ossa.

LA REALTA' - Dopo la shock, parenti e compaesani di una paese innevato si stringono intorno al ragazzo, fra cuoriosità e turbamento. Lars non è pazzo, parla con lei, la porta al lago, litiga e chiede scusa. Bianca è il compromesso massimo a cui può sottostare il protagonista: provare l'amore senza che questo diventi realtà, potendo gestire l'eventuale abbandono. E' così profonda la paura dell'altro da sè, da celarsi dietro l'apparente pazzia pur di preservare una lucidità crudele, la solitudine fra esseri umani. Ryan Gosling non smette un istante di essere puro, portandoci verso una realtà che siamo pronti a condividere per il suo bene. Il dramma delle relazioni viene sdoganato in una commedia leggera e commovente, che arriva al termine facendoci sentire un coinvolgimento spontaneo. Proviamo, senza averlo voluto, l'abbandono.