La Ragazza di Fuoco

Jennifer Lawrence torna più combattiva che mai nel secondo capitolo della saga "Hunger Games"

Altro che ragazza acqua e sapone: Jennifer Lawrence, classe 1990, è una – anzi - "La" Ragazza di Fuoco. Il giovane talento del Kentucky torna infatti a incarnare l'intrepida Katniss Everdeen, eroina della saga letteraria Hunger Games, felice commistione, sia sulla carta sia sullo schermo, di temi attuali e fantasy.

SUONA LA SVEGLIA - Tornati nel Distretto 12 da vincitori sovversivi degli ultimi Giochi, Katniss e Peeta (Josh Hutcherson) vivono una vita più agiata rispetto ai loro concittadini, senza però digerire la povertà e la repressione imposte dalla ricca Capitol City e dal Presidente Snow (Donald Sutherland). Ma il vento sta cambiando: nelle terre di Panem soffia aria di rivolta, fomentata dal mito di Katniss, figura di speranza nata dalla sfida degli ultimi giochi, vinta con coraggio e orgoglio. La ragazza ormai è un simbolo, conviene davvero farla fuori? Allo scopo, ecco convocati nuovi Hunger Games, in un'edizione speciale affidata al diabolico stratega Plutarch Heavensbee (Philip Seymour Hoffman), che coinvolge i vincitori dei giochi passati. Katniss dovrà lasciare ancora una volta la famiglia e l'amato Gale (Liam Hemsworth) e, fingendo davanti alle videocamere la passione per Peeta, dovrà lottare per la vita. In bilico tra ribellione e diplomazia, saprà dare fiducia alle persone giuste? Il gioco si fa duro, ma la giovane è pronta a puntare il suo arco verso un cielo di "trumaniana" memoria per svelare la finzione e suonare la sveglia al popolo di Panem. 

C'È PANEM E PANEM - La Ragazza di Fuoco declina ancora una volta la logica del panem et circenses estremizzandola e al contempo rendendola attuale. Dove non c'è spazio nemmeno più per il panem, il potere autoritario ingozza il popolo col circo. Se da una parte ci sono reality show fintissimi e la spettacolarizzazione della vita privata, dall'altro lato della barricata ci sono i bisogni reali e la voce viva di coloro che intendono assumersi la responsabilità personale per la libertà.


CHI VA E CHI RESTA - A Gary Ross, autore del precedente Hunger Games, succede ora Francis Lawrence, forse più idoneo per dare il giusto ritmo a un film di raccordo tra primo capitolo ed epilogo della saga, lui che ha in curriculum la regia di una sfilza di videoclip di tutto rispetto (ma anche film come Io sono Leggenda). Ispirati nientemeno che ad Alexander McQueen, i costumi restano eccessivi e barocchi tanto quanto invece è calibrata l'interpretazione del cast, fitto di grandi star. Lawrence in primis che, guance paffute e sguardo caparbio, non sfigura a fianco di grandi come Hoffman e Sutherland. Ecco un'attrice che non sparirà tanto facilmente dopo essersi portata a casa un Oscar. 


In sala dal 27 novembre.

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