La gente che sta bene

Claudio Bisio e Diego Abatantuono in una commedia amara che stilla dilemmi morali al tempo della crisi

Claudio Bisio e Diego Abatantuono si incontrano ancora sul grande schermo, stavolta nella commedia amara La gente che sta bene, di Francesco Patierno. Tratta dal romanzo omonimo di Federico Baccomo (Marsilio), che qui ha collaborato anche alla sceneggiatura, la pellicola dipinge uno scenario decisamente attuale, tra dilemmi morali e personaggi realistici. 

LA CRISI, TRANNE ME
- Bisio è Umberto Dorloni, un ambizioso avvocato nella Milano dei nostri giorni, dove il rampantismo deve fare i conti la crisi economica. Una crisi che ai "piani alti", quelli in cui si muove il nostro libero professionista, raramente viene percepita nella sua reale portata, benché non lasci sconti quando sferra il colpo. Come accade a Umberto, che perde il lavoro mentre la sua famiglia sembra andare a rotoli: del resto, cosa aspettarsi da un marito e da un padre assente? Eppure Umberto cade in piedi, anzi: il controverso peso massimo del Foro, Patrizio Azzesi (Abatantuono), addirittura gli offre un impiego così di prestigio da far girar la testa. Ma un po’ per colpa del caso e molto per via delle scelte dettate dalla bassezza del protagonista, la storia volgerà al peggio, sconfinando nel dramma. Umberto finirà invischiato in una situazione gravissima, con pesanti responsabilità: quando gli verrà offerta la possibilità di uscirne, sceglierà la verità o il compromesso?

COMMEDIA AL FIELE - È una commedia anomala e riuscita quella di Patierno: se da un lato dispensa leggerezza e humour, dall'altro vira inaspettatamente nel tono drammatico senza perdere credibilità. Nient'affatto moralista, La gente che sta bene lascia appiccicato allo spettatore un fastidioso senso di disagio morale. Complici dell'operazione sono gli interpreti, a partire da Bisio, tanto smagliante nella prima parte del film quanto credibile nei tormenti peggiori del personaggio; Margherita Buy nei panni della saggia moglie di Umberto e Jennifer Rodriguez in quelli della consorte sfrontata e fragile di Azzesi. Ultimo ma non ultimo Abatantuono: suo il Mefistofele contemporaneo che in cambio di un pezzetto di coscienza offrirà a Umberto gloria, denaro e potere chiedendo(vi): "Vuoi essere il nuovo uomo italiano?".  


In sala dal 30 gennaio.