La regola del silenzio recensione

La dura regola del silenzio

False identità e scomode verità nel nuovo film di Robert Redford

Nel 1975 era in fuga per salvarsi la pelle ne I tre giorni del condor di Sydney Pollack. Quarant'anni dopo, Robert Redford ci riprova con La regola del silenzio, sceneggiato da Lem Dobbs (The Score, Knockout) e tratto dal romanzo di Neil Gordon. Un nuovo capitolo di denuncia firmato dal protagonista di Come eravamo, la cui unica pecca è quella di non osare.

DALLA RAGIONE AL TORTO - Dietro la macchina da presa, Redford continua la sua analisi personale sulle pagine più ambigue della storia americana. Dopo aver diretto Leoni per Agnelli sul conflitto con l'Afghanistan e The Conspirator sull'omicidio di Lincoln, è il turno dell'assurda guerra del Vietnam. Non il solito episodio di violenta guerriglia, di contorte dinamiche politiche o di reduci delusi, ma il racconto sulla doppia vita di alcuni dissidenti, legati tra loro da uno tragico caso di rivolta sfociata in omicidio. "Mi affascina il modo con cui si fondono i sentimenti e i rapporti tra loro", spiega il regista, "alcuni sono pentiti, hanno dei rimorsi, altri ci credevano, ma considerano giusto pagare. Altri la ritengono una valida causa ancora oggi".

TUTTI GLI UOMINI DI ROBERT - È incredibile il numero di preziosi camei presente nella pellicola. Stanley Tucci, Nick Nolte, Brendan Gleeson e Richard Jenkins sono solo alcuni dei nomi. Ma è la coppia Redford-LaBeouf a condurre le danze. Se il primo è un ex rivoltoso in fuga, è sicuramente quello di un caparbio Shia LaBeouf (Transformers, Eagle Eye) nei panni di un tenace giornalista di cronaca il ruolo più affascinante, chiaro omaggio a Tutti gli uomini del presidente. Ma nonostante i brillanti dialoghi (soprattutto quello tra un'intensa Susan Sarandon e LaBeouf), la sceneggiatura è priva di colpi di scena. Probabilmente non era nelle intenzioni di Redford stupire lo spettatore con spiazzanti risvolti, anche se il rischio noia è dietro l'angolo. Forse l'età per correre del Redford-attore è passata da un paio di decenni. Dal 20 dicembre al cinema.
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