Qualunquemente Recensione film

L'Italia di Cetto

Antonio Albanese è il leader del Partito du Pilu nel film "Qualunquemente"

Dopo una campagna promozionale a base di slogan come "Prima voti, poi rifletti" e gazebi elettorali del Partito du Pilu (PdP) nelle principali piazze italiane, è uscito nelle sale il film Qualunquemente, diretto da Giulio Manfredonia. Assoluto protagonista della pellicola, Cetto La Qualunque, il discutibile leader del PdP interpretato da Antonio Albanese. Tra battute di dubbio gusto, tradimenti coniugali e cantieri abusivi, il comico racconta l'Italia e i suoi problemi.

CHI È CETTO - "Confrontato con alcuni personaggi del nostro presente, Cetto sembra perfino moderato". Così dice Albanese del suo personaggio, nato nel 2003. La Qualunque, che ha un debole per le donne e si dedica a numerosi affari illeciti, decide di candidarsi a sindaco per combattere la legalità. Spiega il comico: "I miei personaggi nascono sempre da spunti reali, da aneddoti e storie vissute. Cetto si è sviluppato negli anni, fino a quando non abbiamo deciso di farne un film. Le battute che oggi appaiono così attuali, sono state scritte tempo fa". La Qualunque vive in quella che definisce una "famiglia allargata", composta dalla moglie Carmen (interpretata da Lorenza Indovina), il figlio Melo (Davide Giordano), l'amante sudamericana Cosa (Veronica Da Silva) e la sua bambina (Asia Ndiaye).

TRA FICTION E REALTÀ - Il regista Giulio Manfredonia afferma: "Non sono d'accordo con chi vuole etichettare il film come politico, comico o surrealista. Non bisogna per forza incasellare un lavoro creativo. Un narratore vuole raccontare la realtà e può farlo in tanti modi. Noi abbiamo adottato uno stile fumettistico, a partire da costumi esagerati, da accessori e acconciature trash". Prosegue Lorenza Indovina: "Carmen è una first lady maculata che diverte e commuove allo stesso tempo. Riflette un'immagine femminile molto diffusa. In un certo senso, siamo tutti responsabili della caduta morale del Paese".

CETTO A BERLINO - Qualunquemente verrà presentato al Festival di Berlino, in programma dal 10 al 20 febbraio. A chi domanda se il film non potrebbe ulteriormente danneggiare l'immagine dell'Italia oltreconfine, il produttore Domenico Procacci risponde: "La reazione della stampa estera non mi preoccupa. Abbiamo il diritto e il dovere di raccontare il nostro Paese. Mettendo in scena i nostri problemi, li esorcizziamo". Forse non del tutto. Secondo un sondaggio condotto da Lorien Consulting su un campione di 600 cittadini, il PdP avrebbe un bacino di potenziali elettori del 9,1%. Quando si dice che la realtà supera la fantasia...

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