L'America surreale di "Pain & Gain"

Michael Bay firma la storia vera di tre palestrati che a modo loro vogliono raggiungere la ricchezza

Quanto può essere efficace e coinvolgente un film tratto da piccoli fatti di cronaca nera, accaduti nell'ormai lontano 1999? Nel caso di Pain & Gain, curioso noir ad alto tasso adrenalinico tratto da una serie di articoli pubblicati sul Miami New Times e firmato dal re(gista) dei blockbuster Michael Bay, direi abbastanza.

MUSCOLI E DENARO - A fronte di un budget più contenuto rispetto ai suoi standard ("solo" 22 milioni di dollari), Bay (Transformers, Armageddon) rende il film un vero e proprio caso nella sua carriera fracassona e megalomane. Con uno script surreale che non sarebbe dispiaciuto ai fratelli Cohen, una fotografia ipersatura e un mosaico di coloratissimi personaggi borderline, il regista narra le gesta della Sum Gym Gang, uno strampalato gruppo di body builder con sede a Miami che tenta il colpo della vita con un sequestro di persona. A capitanare l'improbabile squadra, i muscolosi Mark Wahlberg e Dwayne "The Rock" Johnson, qui in ottima forma.

IL BAY CHE NON TI ASPETTI - È bizzarro e inaspettato vedere come Bay sappia prendersi in giro attraverso la parabola di questi novelli e fasulli Scarface disposti a tutto pur di raggiungere l'apice del successo ma destinati alla sconfitta. Uno smacco a quel patriottismo ricercato a tutti i costi e in ogni dove, di cui il cineasta è sempre stato uno dei principali porta bandiera. Come a dimostrare che, se non è sorretto da puri ideali e soprattutto da buon senso, il Sogno americano è solo sinonimo di fallimento. Ci crederà veramente? Chissà. Pollice su.

In sala dal 18 luglio.
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