In Terrazza per Martini Première Award 2009

A Vincere il maggior riconoscimento, ma i tagli al FUS e crisi della qualità si fanno sentire

Per il secondo anno si proclamano i vIncitori del Martini Première Award. La conferenza stampa ci porta alla Terrazza Martini: l'alta presenza di giornalisti, attori, registi rendono l'evento molto glamorous e la spettacolare vista su Milano che si gode da lassù fa sempre il suo effetto. Stavolta però sulla Terrazza  aleggia anche lo spettro della crisi. Quella economica, più dura per il cinema in seguito al taglio del FUS, e quella di qualità del cinema italiano, un argomento mai esaurito.

ALLARME QUALITÀ - "Quest'anno il cinema italiano non ha proposto un granché. Il Divo e Gomorra sono già un vago ricordo" dice Vincenzo Cerami, Presidente della Giuria del MPA. Così il giurato Gianni Canova: "Guardo ai film italiani presentati quest'anno a Venezia e vedo che non hanno nulla di innovativo. Il compito di questo premio è invece quelo di segnalare quali opere hanno rischiato di più, percorrendo strade comunicative ed estetiche nuove". Con queste premesse vengono annunciati i premi: The most innovative movie è Vincere di Bellocchio, per l'uso inconsueto di materiali d'archivio all'interno della narrazione. Il miglior visual design va a Io sono l'amore di Luca Guadagnino (questo in arrivo da Venezia 2009), ambientato in parte a Villa Necchi Campiglio; The new docu è Signori Professori di Maura Delpero, ambientato in tre scuole italiane: "Mi ha emozionato più che il film Palma d'Oro a Cannes La classe", dice Canova. I volti nuovi premiati come The most beautiful Hollywood face sono Donatella Finocchiaro e Filippo Timi. La miglior strategia di comunicazione va a Ex, di Fausto Brizzi: "Non riusciamo a vedere nuovi meccanismi di comunicazione. Almeno Ex ci ha provato: con una locadnina accattivante e un concorso online che ha creato un'attesa interattiva. È suo l'unico vero tentativo di usare i new media", spiega la pubblicitaria in giuria Mirka Pogliani. Il problema delle strategie di comunicazione non è nuovo in Italia, Marco Bellocchio dice la sua: "Attenzione, perchè sono le grandi distribuzioni le prime a restare legate a modelli classici". In merito al MPA la parola usata più sentita è innovazione, e internet quella che torna di più se si discute di comunicazione. Chiediamo allora per quale motivo non ci sia in giuria un giornalista di una testata online specializzata. Ci risponde sbrigativamente Klaus Davi (la cui società cura l'ufficio stampa della manifestazione) : "Sì, sì, ci sarà l'anno prossimo". Un'affermazione che non vale certamente come risposta.

ALLARME FUS - Le madrine del premio sono quest'anno Isabella Ferrari e Francesca Neri. sono loro a esprimere pù preoccupazione per lo stato in cui versa il cinema italiano. La Ferrari: "Se c'è una crisi dei finanziamenti al cinema è anche perchè non si considera questo settore come una vera e propria industria economica. In quanto tale il cinema ha il diritto di ricevere aiuti dallo Stato, va sostenuta come accadde per la FIAT". Francesca Neri: "È importante che un premio come il MPA sia conferito in una città come Milano: in questo modo è maggiore l'attenzione che viene data al cinema. Succede poi che in molti si dimentichino il valore culturale di quest'arte, così come si dimentica di dire che c'è sempre una buona ragione per andare al cinema".

FARE CINEMA A MILANO - Martini Première Award e Milano: il legame passa anche dalla presenza dell'Assesore Finazzer Flory che coglie la palla al balzo per annunciare: "La prossima settimana porterò in Consiglio Comunale la proposta di eliminazione dell'odiosa tassa di occupazione del suolo pubblico, un primo passo per rendere più agevole girare film in città".