In questo mondo di furbi

Esce in sala "Mi rifaccio vivo" di Sergio Rubini: la seconda chance di un imprenditore pasticcione in cerca di vendetta

Il mondo è dei furbi, si dice, e Biagio Bianchetti lo sa bene. Piccolo imprenditore, i suoi affari non vanno a gonfie vele: lui è un pasticcione che presta fiducia a certi colleghi cialtroni o furbetti... Come Ottone Di Valerio, tronfio figlio di papà che sembra avere la buona stella dalla sua e che non conosce il senso dell'espressione fair play. Sono loro i protagonisti di Mi rifaccio vivo, la nuova commedia diretta da Sergio Rubini. Un film che mette in stand-by i toni riflessivi delle ultime pellicole per un titolo più leggero, non così lontano dalla realtà contemporanea e da certe notizie di cronaca dei nostri giorni.
 
UN'ALTRA CHANCE - Travolto da un crac finanziario, Bianchetti (interpretato da Lillo Petrolo, del duo televisivo Lillo & Greg) non regge il colpo e decide di farla finita. "Il bello della vita – dice – è che dopo non c'è più niente". Ma si sbaglia: nell'Aldilà, al posto di San Pietro l'uomo incontra un custode un po' più… di sinistra, che lo spedisce dritto all'inferno. L'angelo Sergio Rubini gli fa avere una seconda chance per dimostrare che la sua anima merita di più. Gli viene concessa ancora una settimana di vita sulla Terra: Biagio torna col volto di Dennis Rufino (Emilio Solfrizzi), un guru "de noantri" fautore di un'economia etica, e deve conquistarsi il Paradiso. Traguardo difficile da raggiungere, specie se intralciato dal desiderio di vendetta verso Ottone (Neri Marcorè). Rovinarlo o "fare il bravo": quale dei due obiettivi perseguirà il protagonista? 


LEGGEREZZA MADE IN ITALY - Il cast di Mi rifaccio vivo è nutrito di volti noti del cinema e della televisione. Margherita Buy è la moglie (frigida fuori e ninfomane dentro) di Marcorè, Valentina Cervi la sua nevrotica amante, Vanessa Incontrada interpreta la dolce consorte di Bianchetti, mentre Gianmarco Tognazzi è il malavitoso che concorre a rovinare l'imprenditore. Nomi di tutto rispetto che si prestano a un film brioso nel complesso, con scene comiche che strappano la risata, anche se non sempre incalzanti. Una commedia all'italiana, che zoppica però nella parte più estetica: la fotografia la fa accostare più a un prodotto per la tv che non a uno per il grande schermo e le scenografie non sono sempre curate nei dettagli. Restano oltre 100 minuti di pellicola senza impegno che faranno uscire gli spettatori col sorriso dalla sala, senza troppi pensieri per la testa.

In sala dal 9 maggio.
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