Il cinema indipendente di John Cassavetes

Un rassegna allo Spazio Oberdan celebra il regista americano "senza censure"

A volte nel Cinema accadono incontri imbarazzanti: John Cassavetes, luminare del cinema indipendente, sarebbe davvero un regista controcorrente in questo momento. Quella sua voglia di osare, essere trasversale e forse usare la macchina da presa come penna per scrivere sopra le righe, contraddistingue questo regista americano, scomparso nel 1989. Non sono un caso i due tributi, quello dell'edizione 2007 del Torino Film Festival e il prossimo della Cineteca Italiana. Infatti, lo Spazio Oberdan di Milano gli dedica dal 1 al 27 dicembre una rassegna, risparmiandoci quei tagli censori che hanno dequalificato il suo lavoro.

CASSAVETES DIXIT - Ingurgitando una marea di cinema americano negli ultimi mesi, ho fatto una riflessione: è solo con budget da strapazzo che si raggiunge il cuore della gente? Pensate ai titoli d'oltreoceano in sala in questo momento come La leggenda di Beowulf del bravo Zemeckis Senza fare i conti in tasca allo star-sytem hollywoodiano, è difficile girarsi intorno e trovare registi indipendenti che propongono storie belle a basso costo. "È molto importante fare quello che si ha voglia di fare – diceva il regista - essere tanto coinvolti dal proprio lavoro da consacrarvisi completamente, qualunque sia il tempo che questo richiede. Bisogna avere una propria scala di valori, bisogna voler fare, a ogni costo, il proprio film. E bisogna avere un’idea molto precisa di cos’è la messinscena di un film, altrimenti non serve a niente, nemmeno a se stessi".

CINEMA INDIPENDENTE - Director come Cassavetes raccontano storie sincere senza troppi peli sulla lingua, facendo appello al minimalismo, alle idee, sfuggendo alle convenevoli regole del mercato. I temi sono diversi, ma si riesce sempre a ritrovarsi: dalla suspense di L’Assassinio di un allibratore cinese all’imprevedibile quotidianità di Love Streams, dall’amore bizzarro di Minnie & Moskowitz a la crisi coniugale di Volti. E i soldi per fare un film? Ah, se ci fosse stato Internet! Magari avrebbe raccolto fondi direttamente dal web e noi navigatori incalliti ci saremmo fatti in quattro per inviarli una manciata di dollari e sentirci produttori per un giorno. Per produrre il primo lungometraggio, aveva fatto un appello in una radio durante una trasmissione notturna. Figuriamoci adesso con le potenzialità della rete, avrebbe messo sotto sopra il rigido sistema produttivo delle major. Se decidente di andare alla sua rassegna, fate prima un salto su YouTube per godervi qualche sequenza, possibilmente in lingua originale. Vi troverete di fronte ad un bravo regista, sceneggiatore e attore.