Recensione Soliti idioti

I soliti idioti (anche) al cinema

Mandelli e Biggio arrivano in sala con il film tratto dalla serie culto di Mtv

Televisione, teatro e ora cinema: gli inarrestabili Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, in arte I soliti idioti, arrivano in sala con il lungometraggio ispirato all'omonima serie targata Mtv. Un affresco ironico, amaro e politically uncorrect degli italiani, trasformatosi in tre anni in un vero e proprio fenomeno, soprattutto grazie al passaparola in Rete. Un successo annunciato, già condito da qualche polemica.

LA TRAMA - La storia si concentra sull'imprenditore romano Ruggero De Ceglie (interpretato da Francesco Mandelli), un uomo disonesto e amorale, deciso a ostacolare l'imminente matrimonio tra il figlio Gianluca (Fabrizio Biggio) e la storica fidanzata Fabiana. Secondo Ruggero, la donna da conquistare è la bellissima modella che compare nei manifesti di un noto marchio di lingerie (Madalina Ghenea): è per questo motivo che il giorno delle nozze l'imprenditore sequestra il figlio e, invece di accompagnarlo all'altare, lo coinvolge in un catastrofico viaggio verso Roma. Intorno a loro ruotano altri personaggi, selezionati tra la variopinta fauna che popola la serie tv: Fabio e Fabio, fidanzati tra continui alti e bassi, i Bianchi, una coppia di coniugi perbenisti e xenofobi, e l'insopportabile impiegata delle Poste che si diverte a mettere in difficoltà un giovane fattorino.

IL DIBATTITO - Nonostante gli attori si dimostrino versatili e capaci, l'adattamento è riuscito solo in parte. Se le gag funzionano in pillole, nella versione cinematografica molte battute perdono efficacia e il racconto appare poco unitario (è capitato, con le dovute differenze, anche in Qualunquemente con Antonio Albanese). Molti si lamentano delle volgarità gratuite che infarciscono le scene, altri puntano il dito sul cattivo esempio offerto a un pubblico composto in gran parte da adolescenti. Ma la cosa più inquietante è che ci siano molti adulti che non perdono una puntata della serie e che sicuramente andranno al cinema perché, come spiega Mandelli, "si identificano". Forse su questo bisognerebbe riflettere...

I soliti idioti è in sala dal 4 novembre.