Harry Potter ultimo film recensione

Harry Potter: è davvero la fine

Si rinnova l'addio alla saga del Maghetto con "I doni della morte", alla seconda e ultima parte

Eccoci dunque. I fan di Harry Potter sapevano che sarebbe arrivato questo momento, proprio come l'eroe di J.K. Rowling attendeva con certezza l'ultimo duello con Tu-Sai-Chi, pardon, Voldemort. Harry Potter e i doni della morte – Parte II porta una boccata di ossigeno al box office estivo, regalando a milioni di spettatori  l'ultimo capitolo cinematografico della fortunata saga di Hogwarts.

ATMOSFERE DARK - Ma insomma, com'è questo ultimo, attesissimo film? Diciamo subito che non tradisce lo spirito della pellicola che l'ha preceduto: stesso ritmo incalzante, stessa adrenalina, farcita però da colpi di scena eclatanti (per chi non avesse già letto il romanzo) e magistralmente resi sullo schermo dal regista David Yates, grazie anche all'immancabile 3D. Lacrime e sangue si mescolano sullo schermo nella caccia che Harry, Hermione e Ron danno agli Horcrux, custodi di porzioni di anima di Voldemort, la cui distruzione è funzionale alla sconfitta del Signore Oscuro. Un fiume di emozioni torna a scorrere nel castello di Hogwarts, tra location familiari per i fan, riprese ora in atmosfere cupe e drammatiche, ben diverse da quelle dei primi capitoli della saga, che portano il segno della nuova direzione della scuola: governata dalla Magia Oscura e dal Professor Piton, la cui figura verrà riabilitata alla grande in questo film, fedelmente a quanto riportato nel libro.

I VALORI DI UNA SAGA - La seconda parte de I doni della morte è in linea con lo spirito dell'intera serie letteraria. Sebbene anche in questo caso valga la regola che vuole "il libro meglio del film", questi otto capitoli cinematografici hanno incarnato i valori che strutturavano le pagine scritte dalla Rowling. L'amicizia, la responsabilità, la solidarietà, il coraggio di lottare per un ideale di giustizia e di bene comune sono argomenti che popolano l'universo potteriano. È stato commovente assistere a come questi valori siano cresciuti insieme e dentro ai personaggi della saga: Harry, Ron, Hermione, ma anche ai comprimari come Luna o Neville. I Pottermaniaci li hanno incontrati bambini e li hanno visti maturare, hanno riscoperto in loro sogni e paure dell'infanzia, insicurezze e passioni dell'adolescenza. La vera magia, in questi anni, è stata questa profonda immedesimazione, che ha permesso ai lettori/spettatori di restare adulti con spirito bambino, per il tempo di un libro o di un film, come vorrebbero esserlo per la vita intera. Un coinvolgimento che ora prosegue sulla neonata piattaforma web Pottermore, lanciata dalla stessa Rowling nelle scorse settimane e pronta per sollazzare a pieno regime i suoi fedelissimi dal prossimo autunno.

Con questo nuovo e ultimo lungometraggio, si riapre la ferita del 2007, quando il popolo letterario accolse in libreria l'ultima puntata delle avventure della creatura di J.K. Rowling. E così oggi scorrono ancora lacrime e commozione per un nuovo addio. L'unica differenza è che scorrono dietro a un paio di occhialini 3D (rotondissimi, of course).