Recensione Gli sfiorati

Gli sfiorati

A vent'anni dalla pubblicazione, il romanzo di Veronesi diventa un film

Un altro mondo. Un mondo veloce, distratto, terribile e affascinante al tempo stesso. È qui che vivono Gli sfiorati, gli (anti)eroi descritti da Sandro Veronesi nell'omonimo romanzo del 1990. Un caso editoriale che dopo oltre vent'anni è diventato un film per la regia di Matteo Rovere. Il protagonista, Mète (interpretato da Andrea Bosca), è un giovane grafologo che, ancora segnato dalla morte della madre, deve affrontare le seconde nozze del padre. E trascorrere del tempo con Belinda (Miriam Giovanelli), la sorellastra quindicenne, enigmatica e vitale. Sfiorata, appunto.

MAGNIFICA OSSESSIONE - Al centro della storia, spiega Bosca, "c'è l'ossessione, la dipendenza di una persona da un'altra. Mète si sforza di essere razionale, fa tante cose tutte insieme, tutte di testa. Ma c'è in lui un'urgenza interiore, che non riesce a decifrare e che è eterna. Per questo il libro di Veronesi è ancora attuale". A scatenare le fantasie del protagonista è proprio Belinda, interpretata da Miriam Giovanelli (un passato come attrice nella televisione spagnola). Intorno a loro ruotano bravi comprimari come Massimo Popolizio (Sergio), Michele Riondino (il "tombeur de femmes" Damiano), Claudio Santamaria (il collega nerd Bruno) e Asia Argento, convincente nel ruolo della cougar in crisi d'identità. E Roma, protagonista tanto quanto Mète e Belinda. Il fascino decadente della capitale infatti ricorre sia nel libro che nel film.

CORSI E RICORSI -
Rovere è bravo nel trasporre ai nostri giorni un romanzo che raccontava i postadolescenti degli anni Ottanta. La leggerezza e la superficialità ingenua dei personaggi risultano così molto contemporanei e rappresentativi di una categoria umana mutevole e sfuggente. Inevitabilmente, su grande schermo si perdono quelle sfumature che rendono il libro così interessante. Ma l'interpretazione convincente e il montaggio concitato e scomposto di alcune scene attenuano il confronto. Dopotutto, come dice Veronesi, "gli sfiorati ci sono ancora, anzi, forse sono sempre esistiti". Al cinema dal 2 marzo.