Vincitori Cannes 2011

Festival di Cannes: i vincitori

Malick trionfa con "The Tree of Life". Nessun premio per l'Italia

Un po' ci speravamo. Dopo la standing ovation per Habemus Papam e la commozione di Nanni Moretti, dopo l'ottima accoglienza per This Must be the Place di Paolo Sorrentino, credevamo che il nostro cinema a Cannes avrebbe ottenuto grandi risultati. E invece l'Italia resta a bocca asciutta. Confermando molti pronostici, trionfa The Tree of Life dello schivo Terrence Malick.

MALICK E IL MISTERO DELLA VITA - La giuria presieduta da Robert De Niro ha premiato The Tree of Life, epopea mistico-filosofica ambientata nel Texas degli Anni Cinquanta e interpretata da Brad Pitt e Sean Penn. L'ambizioso film di Malick, fin dall'inizio nella rosa dei favoriti, ha diviso critica e pubblico, ricevendo sia applausi che fischi. La Palma è stata ritirata dai produttori Sarah Green e Bill Pohlad perché il cineasta, timido e riservato (non rilascia interviste dal lontano 1973, ndr), è rimasto negli Stati Uniti.

GRAND PRIX E PREMIO SPECIALE - Il Grand Prix va ex aequo a Il ragazzo con la bicicletta dei fratelli Dardenne e a C'era una volta in Anatolia, del regista e fotografo turco Nuri Bilge Ceylan. Il Premio speciale della Giuria è per Polisse, l'omaggio dell'autrice francese Maïwenn ai coraggiosi poliziotti della Brigata anti pedofili di Parigi.

KIRSTEN, LARS E GLI ALTRI - La miglior interprete femminile è Kirsten Dunst, protagonista dell'apocalittico Melancholia di Lars Von Trier. Riconoscimento meritato ma dal sapore amarognolo: qualche giorno fa Von Trier è stato escluso dalla kermesse per aver espresso ammirazione nei confronti di Hitler. Il miglior attore è Jean Dujardin, al centro del sorprendente film muto The Artist, mentre il Premio alla Regia va al danese Nicolas Winding Refn per l'action movie Drive, con Ryan Gosling.

L'Italia deve accontentarsi del Premio Ecumenico, consegnato a Sorrentino per This Must be the Place, un'opera che, a detta dei giurati, "rivela le misteriose profondità degli esseri umani". Niente da fare per Moretti e per il suo Habemus Papam. E pensare che l'ultima Palma d'Oro italiana l'aveva vinta proprio lui, dieci anni fa, con il commovente La stanza del figlio.