Elizabeth Taylor

Hollywood dice addio alla dama dagli occhi viola. L'attrice è morta all'età di 79 anni

Elizabeth Taylor, la dama dagli occhi viola di Hollywood, se n'è andata. Eppure questa scomparsa non ci ha scomposti emotivamente più di tanto e non perché questa signora ottantenne non fosse nella stessa galassia di una Audrey o Marilyn. Per la maggior parte di noi Liz era morta da più di trent'anni, da quando la sua presenza altamente cinematografica si era imbottita nell'obesità, nell'alcolismo, nei sosia-manichini, che in giro per il mondo tentavano invano di farci illudere che il mito non fosse mai invecchiato. Anzi, più che invecchiato direi decaduto, nel riflesso dello specchio multiforme in cui inciampa il Dorian Gray wildiano.

ATTRICE O LADY GOSSIP?
- Elizabeth Taylor è tra i pochi volti hollywoodiani che non associamo ad un periodo preciso della storia americana, forse proprio perché i suoi ruoli e film interpretati non ce ne hanno dato mai modo. E come se quel suo sguardo celatamente europeo -era nata a Londra nel 1932 da genitori americani – la avesse preservata da puntualizzazioni intellettuali o storiche, nonostante il dubbio tornasse ogni tanto: la bellissima Liz aveva davvero tutte queste doti recitative o la lady del gossip aveva preso il sopravvento con i suoi chiacchierati matrimoni?

I FILM - A renderla memorabile non è stata certamente la giostra dei mariti scaraventati lunaticamente dall'altare, ma alcuni signor registi che hanno saputo trarre il meglio della Liz attrice: Stevens in "Il Gigante" (1956), Dmytryck in "L'albero della vita" (1957), Brooks in "La gatta sul tetto che scotta" (1958), Mann in "Venere in visone" (1960) e Nichols in "Chi ha paura di Virginia Woolf?". Tutto qui o è relativamente poco per l'ultima diva della golden age di Hollywood? Resta da dire che per la maggior parte di noi Elizabeth Taylor era stata contagiata dal filtro dell'eterna giovinezza. È legittimo fare il cascamorto con quella sua sfacciata bellezza che, dopo il sorpasso dell'adolescente a cui tutti vorremmo dare il primo bacio ("Torna a casa Lassie"), era finita nella piena gioventù della figlia prossima all'altare ("Il padre della sposa") o di un ritratto femminile anti-letterario ("Piccole donne").

OCCHI VIOLA - Ognuno la ricorderà a suo modo – possibilmente non nella blasonata interpretazione di Cleopatra nell'omonimo kolossal-polpettone – e con la convinzione che il divismo di Liz era tutto lì, in quello sguardo ammaliante, in quel paio di occhi viola che hanno stregato, sul set come nella vita, Richard Burton. E hanno sedotto pure noi, tanto che non ci basterà cercarli in questo o quel film, ma chissà in quale galassia. Dopotutto Elizabeth Taylor ci mancherà.