Recensione Batman 3

Dolore e rinascita del Cavaliere Oscuro

Chiusura epica per la trilogia su Batman firmata Christopher Nolan

Se nel 2005 fu la paura, quella più cupa e disperata, il tema del film sulla genesi di Batman, tre anni più tardi è stata la volta del caos, generato dal nemico più delirante quanto geniale, ovvero Joker. E in The Dark Night Rises? È l'ora del terrore. L'epilogo di una delle saghe cinematografiche più amate dai fan dei fumetti (e non solo) si distingue infatti per diverse scene particolarmente dure. Una violenza che stimola la rinascita dell'uomo pipistrello e ne segna un ritorno sofferto e tormentato, raccontato da Christopher Nolan con una pellicola di quasi tre ore, in arrivo dal 29 agosto

C'È DEL MARCIO A GOTHAM - La storia riparte otto anni dopo le vicende narrate in The Dark Knight: Gotham è ora senza criminali grazie al decreto Dent, mentre Bruce Wayne si ritrova zoppo e senza stimoli con il suo alter ego "spento". Ma è una calma apparente: la Setta delle Ombre (conosciuta in Batman Begins) e l'arrivo di un nuovo cattivo, Bane (personaggio nato negli anni Novanta, ndr), minacciano questa flebile pace. Il film parte con forti pennellate noir, accennando varie sottotrame, e procede con toni intensi e drammatici, presentando una Gotham City profondamente ferita.

DIETRO LA MASCHERA - Christian Bale, ancora una volta convincente sia nei panni del paladino della giustizia sia come magnate (ormai decaduto), riprende il timone del comando dopo essere stato "oscurato" dalla magnifica interpretazione di Heath Ledger/Joker. Il film, in perfetto Nolan-style, è corale e annovera il solito cast stellare: Oldman, Freeman, Caine come sempre non deludono. Un impavido Joseph Gordon-Levitt è l'onesto e idealista agente John Blake mentre la seducente Anne Hathaway è Selina Kyle, alias Catwoman (difficile il confronto con Michelle Pfeiffer, indimenticabile donna gatto in Batman Returns di Tim Burton). Anche il secondo innesto femminile, quello della parigina Marion Cotillard, non convince: la sua allure francese stona con il personaggio di Miranda Tate, membro della Wayne Enterprises.

LA RABBIA DI BANE - Ripetere i fasti del villain precedente era pressoché impossibile ma Tom Hardy, nei panni del forzuto e violento Bane, sa incutere terrore: il possente fisico, la postura, la maschera e la voce metallica (doppiata da Filippo Timi) sono elementi che lo rendono un cattivo da serie A, e il primo scontro con Batman ne è la prova. 

UNA SAGA DI PRIMA GRANDEZZA - Nonostante qualche difetto di sceneggiatura, l'opera di Nolan "rischia" di rimanere ineguagliabile. L'originale rivisitazione, le atmosfere dark, i mezzi ultratecnologici, gli spunti filosofici, l'impeccabile colonna sonora di Hans Zimmer, l'imponente fotografia di Wally Pfister, l'eccelso cast e perfino il preferibile IMAX al posto del 3D sono delle scelte che rendono l'intera trilogia immortale. Come l'eroe di cui se ne raccontano le gesta. Da vedere.