Dalla Cina un Cinema da Medaglia d'Oro

La febbre per i Giochi Olimpici dilaga, ma i cinefili ne sono immuni? Fatevi contagiare almeno dai film made in China!

Il count down è agli sgoccioli, il fiato un pochino sospeso: filerà tutto liscio alla prima Olimpiade di Pechino? Mentre gli atleti scaldano i muscoli e controllano l'adrenalina, i cinefili doc più indifferenti all'evento sportivo colgono l'occasione di rivedere i capolavori del cinema made in China. Apprezzatissimi dalla critica, talvolta incompresi dal pubblico occidentale, non raramente queste pellicole sono gli assi pigliatutto dei Festival internazionali.

RED POWER - Un fulgido esempio è Lanterne Rosse. Lanciò Gong Li, la prima vera star d'esportazione del paese, che interpretava la giovane quarta moglie di un ricco signore negli Anni '20. Storia di seduzione dunque, ma anche di rivalità e soprattutto potere, Leone d'Argento a Venezia nel 1991. Sempre della stessa firma, quella del regista Zhang Yimou, è Hero che racconta invece di una Cina sospesa nella leggenda, quasi mitologica, quando il paese era conteso da diversi valorosi eroi appunto, ciascuno con l'ambizione del dominio totale: ancora una volta il potere ma anche sangue, sacrificio, verità.

TRIBUTO A DE SICA - Spesso si ironizza sui tentativi di imitazione dell'estremo Oriente, ebbene di emulazione rispettosa si dovrebbe parlare per quanto riguarda Le biciclette di Pechino, l'omaggio che Wang Xiaoshuai ha voluto rendere al nostro Ladri di biclette: il lavoratore derubato qui non è un padre di famiglia ma un adolescente sullo sfondo della Cina contemporanea (annus domini 2000). Ha radici nel passato invece Still Life, vincitore del Leone d'Oro nel 2006, con il suo racconto del ritorno al paese natìo da parte di un uomo e una donna, desiderosi di riallacciare le loro relazioni, ma nulla sarà più come prima.

TIGRI, DRAGONI E RELAZIONI - Parlando di relazioni però nessuno forse batte In the mood for love. Girato da Wong Kar Wai, vi si narra - con tocco impalpabile - dell'incontro tra due vicini di casa nella Hong Kong degli Anni '60. I loro rispettivi consorti sono amanti e interrogandosi sul come e quando i partners si siano potuti innamorare, finiranno loro stessi per amarsi, senza confessarsi mai. Altrettanto complessa, ma al contempo profondamente diversa, è la liason del film Lussuria, ultimo lavoro di Ang Lee: protagonisti sono due amanti sullo sfondo di una Shanghai occupata dai giapponesi. Lui collaborazionista, lei impegnata nella Resistenza cinese con l'incarico (assolto) di entrare nelle grazie e nel letto del "traditore" per avere informazioni preziose, ma si lascerà prendere la mano. Altra pietra miliare della filmografia del regista è La Tigre e il Dragone, altro leggendario racconto farcito di effetti speciali e combattimenti dalle coreografie ammalianti che valsero alla pellicola l'Oscar come miglior film straniero nel 2001. I Giochi Olimpici erano ancora lontani, il Dollaro ancora non conosceva il nemico chiamato Euro e della causa tibetana ancor meno gente di oggi si preoccupava...