Dalì nella Fabbrica dei sogni

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Dalì nella Fabbrica dei sogni

AUTORE
Erica Premoli
DATA NEWS
lunedì 29 novembre 2010
ARGOMENTI
Dalì, Destino, Io ti salverò, Alfred Hitchcock, Walt Disney

All'inizio degli anni Quaranta, l'artista spagnolo si trasferisce in America e collabora con le major hollywoodiane

Salvador Dalì non è stato solo un eclettico pittore in grado di trasferire l'inconscio nei suoi quadri. Forse non tutti sanno che nel 1940 l'artista lascia l'Europa per gli Stati Uniti, dove, oltre a realizzare illustrazioni per Vogue, disegna scenografie per registi come Alfred Hitchcock e Walt Disney. Ma i suoi visionari progetti si devono scontrare con le rigide esigenze delle produzioni statunitensi.

CON HITCHCOCK... - Nel 1944 Alfred Hitchock lavora a Io ti salverò, un film che racconta la storia di John Ballantine (interpretato da Gregory Peck), malato di mente che si finge il nuovo direttore di un manicomio e si innamora della dottoressa Constance Peterson (Ingrid Bergman). Per questo film che tratta di psicoanalisi, il regista vuole dare corpo a "sogni visivi con tratti netti e chiari" e decide di ingaggiare Dalì. L'artista catalano realizza innumerevoli schizzi e dipinti ad olio per una sequenza onirica che prevede elaborati effetti scenici. Il produttore David Selznick, forse più preoccupato dell'eccessivo sperimentalismo di Dalì che del budget a disposizione, interviene operando numerosi tagli. Il sogno di Peck viene così girato solo con sfondi fissi, tra cui alcune tende scure con 400 occhi spalancati che osservano il protagonista mentre cerca di sfuggire ai propri incubi.

...E CON DISNEY - Al 1946 risale invece la collaborazione con Walt Disney. L'animatore statunitense chiede all'artista di raccontare la storia di una giovane ballerina in cerca dell'amore. Dalì interpreta in modo originale il tema, inserendo la protagonista in uno spazio desertico e surreale, punteggiato di motivi ricorrenti come orologi liquefatti, rondini e formiche. Per problemi di budget il progetto non viene realizzato fino a che Roy Disney, nipote di Walt, e il produttore Baker Bloodworth non decidono di dare forma ai 150 schizzi, disegni e storyboard conservati negli archivi californiani di Burbank. L'incarico viene affidato a un team di animatori degli studi parigini della major, che completano il cortometraggio Destino nel 2003. Presentato in anteprima mondiale al Festival di Annecy, nel 2004 è candidato al Premio Oscar come miglior cartoon. Finora inedito in Italia, il corto viene proiettato a Palazzo Reale nell'ambito della mostra Salvador Dalì. Il sogno si avvicina ed è anche contenuto nel dvd Fantasia 2000. Dalì non aveva gradito i tagli di Selznick alle sequenze di Io ti salverò. Chissà cosa direbbe del lavoro fatto dagli animatori Disney.
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