Dagli occhi delle donne

Ancora raramente accade che una donna si metta dietro la macchina da presa. Vediamo quali sono stati i casi della scorsa stagione

Prima Meg Ryan che annuncia il suo debutto alla regia con Human Comedy, poi Demi Moore che girerà un corto per la serie americana Reel Moments. Le donne che si cimentano dietro la macchina da presa aumentano, pur restando una piccola percentuale nel mare magnum cinematografico. A breve vedremo sugli schermi la "veterana" Kathryn Bigelow, che torna a dirigere un lungometraggio dopo un cinque anni di digiuno. Il film in questione è The Hurt Locker, storia a bassa presenza di estrogeni e ad alto tasso di testosterone ambientata in Iraq. Nell'attesa facciamo una carrellata sulle pellicole a firma femminile della stagione passata.

ROSA A STELLE E STRICE - Le cose sono molto diverse di qua e di là dall'Atlantico. Guardando al "faro" degli U.S.A. si possono scegliere diversi esempi. Sperimentatrice di linguaggi cinematografici è sicuramente Julie Taymor, che mai si è data alle banalità grazie a film come Titus, Frida, e all'ultimo Across the Universe, dedicato al '68 raccontato attraverso le canzoni dei Beatles. Di tutt'altro stampo la regista Anne Fletcher che ha alle spalle il danzereccio Step Up e che quest'anno ha sfornato la commedia romantica 27 volte in bianco. Sempre sul versante sentimentale la prima regia di Helen Hunt, attrice dal Q.I. apprezzatissimo che ha esordito con Quando tutto cambia. E' danese Susanne Bier, ma sono stati gli studios americani a produrle l'ultimo Noi due sconosciuti. La cineasta non si è lasciata traviare e ha mantenuto il suo tocco delicato e acuto che già aveva dimostrato in Dopo il matrimonio.

ROSA TRICOLORE - Tutto sommato, anche l'Italia si difende bene sul versante rosa. Basti pensare alla prolifica e poliedrica Cristina Comencini, scrittrice e donna di cinema che predilige osservare e analizzare i sentimenti, che vanno al di là di ogni pregiudizio come insegna Bianco e Nero. Socialmente e politicamente impegnate Alina Marazzi e Wilma Labate che nel 2008 hanno portato nelle sale l'una Vogliamo anche le rose, l'altra Signorina Effe. Irriverente e riflessiva come solo lei sa essere è Sabina Guzzanti con la sua opera terza Le ragioni dell'aragosta. Anna Negri non è da meno. All'ultimo Sundance Film Festival ha presentato Riprendimi con la rivelazione Alba Rohrwacher. Nome difficile, ma da tenere d'occhio e chissà, forse un giorno anche lei cederà alla tentazione di passare dall'altro lato della macchina da presa.

Intanto il settimanale Panorama dedica un articolo al potere femminile nell'industria del Cinema, facendo i nomi di Stacey Snider (copresidente di Dreamworks) ed Amy Pascal (al vertice di Sony Pictures). Tiene alto il tricolore la produttrice Tilde Corsi, ma la strada da fare è tanta. Dopotutto, dice ancora Panorama, su 100 registi, solo 6 sono donne.