Cristiana Capotondi

Incontro con la giovane attrice romana, di nuovo sul grande schermo con "Come tu mi vuoi"

Cristiana Capotondi è una ragazza di 27 anni con un viso da eterna ragazzina. Pelle di porcellana e occhi chiari, lavora nel cinema da quando era adolescente. I presupposti per montarsi la testa ci sarebbero tutti, ma questa giovane attrice dimostra di avere i piedi ben piantati per terra e un grande amore verso la sua professione e il cinema. Adesso è lei la bruttina del film Come tu mi vuoi

Quando hai visto per la prima volta il film montato definitivamente, pronto per le sale cinematografiche?
"E' stato un mese e mezzo fa, sono andata a casa di Volfango (De Biasi, il regista n.d.r.) e ho cercato di estorcergli il suo tesoro. Ci sono riuscita e quello che più mi è piaciuto di Come tu mi vuoi è la forte capacità di emozionare e suscitare grande tenerezza nei confronti dei personaggi. E' un buon risultato per una commedia italiana, infatti il tentativo era quello di creare un prodotto simile per certi versi a quelli americani, con grande attenzione alla recitazione, ai costumi, alle location..."
 
Ti sei imbruttita parecchio per interpretare Giada, a quali escamotage hanno dovuto ricorrere i truccatori?
"La fase trucco durava due ore circa. Baffi e sopracciglia non sono miei, mi venivano applicati, così come l'apparecchio ai denti e dei tubicini di plastica nel naso per renderlo più goffo e ancora una parrucca rossiccia e tendente al verde. Gran merito va alla costumista, perchè così conciata, Giada risulta assolutamente credibile nel suo essere fuori tempo! Ho lavorato molto anche sull'interiorità del personaggio, che ne determina la gestualità, il modo di camminare e di muoversi".

All'inizio del film Giada non si cura affatto della sua esteriorità, poi si trasforma assecondando l'ideale di bellezza di Riccardo, di cui è innamorata e dell'ambiente che lo circonda. Tu che rapporto hai con la bellezza?
"Quando nel film Giada era brutta, trovo fosse in realtà bellissima. Comunque non credo esistano donne brutte. Nei film che guardo invece mi innamoro sempre di quei personaggi dotati di grazia e femminilità, come le donne scolpite da Canova: avevano la pancetta, ma chi direbbe che sono brutte? Ognuno ha un suo canone di bellezza, l'importante è non confondersi con quello che la società ti dice di essere".

Hai recitato in diversi film, oltre a Come tu mi vuoi sarai anche in I Vicerè. Come gestisci il successo?
"La prima responsabilità verso il successo è saperlo vivere con consapevolezza, la prima volta in cui ci ho fatto i conti è stato dopo Notte Prima degli Esami. Io sento di avere prima di tutto delle responsabilità verso me stessa e di conseguenza cerco di fare delle scelte che mi facciano stare bene".