Recensione Contagion

Contagion: il virus è dietro l'angolo

Nell'ultimo film di Steven Soderbergh, una terribile epidemia miete migliaia di vittime

Treno e metropolitana. Elencare i mezzi pubblici presi per arrivare al cinema è il primo impulso suscitato da Contagion, il nuovo film di Steven Soderbergh. Il secondo è quello di tornare a casa e sfregarsi la pelle con acqua e sapone fin quasi a farsi male. Perché nella sua ultima fatica, il regista di Ocean's Eleven risveglia paure e manie di tutti noi, raccontando di una terribile quanto misteriosa pandemia e della disperata corsa contro il tempo per trovare un vaccino. Il film, nelle sale dal 9 settembre, comprende un cast davvero stellare: tra gli interpreti, anche Kate Winslet, Matt Damon Gwyneth Paltrow.

LA STORIA  - Paltrow resta in scena molto poco: il tempo di contrarre il virus a Hong Kong e di tornare a casa dal marito (interpretato da Matt Damon). Poi è tutto un intrecciarsi di storie: il vedovo che non si dà pace e cerca di proteggere la figlia adolescente, la dottoressa (Kate Winslet) che scende in prima linea per cercare informazioni sul contagio, il blogger ribelle (Jude Law) che sostiene l'omeopatia,... Tutti credibili, bravi, fragili e molto lontani dal luccichio del red carpet. A farla da padrone è uno stoico Matt Damon, la cui tragica avventura (perde anche il figlio più piccolo) occupa gran parte del film. "Mitch non appartiene né al mondo medico né a quello scientifico: non sa esattamente cosa stia succedendo e in questo senso rappresenta la maggior parte di noi", spiega Soderbergh.

UN PERICOLO COSTANTE - E proprio "noi" siamo il problema. Quante possibilità di ammalarci abbiamo ogni giorno? Tocchiamo quotidianamente superfici in cui si annidano batteri: dall'autobus ai bagni pubblici, i rischi sono infiniti, e solo a pensarci si rabbrividisce. Soderbergh li fa intuire tutti: con un montaggio abile e rapido ci mostra le innumerevoli occasioni in cui un virus può attaccarci e crescere in modo esponenziale. Da qui alla paranoia il passo è breve. Il consiglio sarebbe quello di pensare che, dopotutto, si tratta di finzione. Ma stavolta è (quasi) tutto vero, e scientificamente provato. Insomma, se avete ordinato i popcorn, prima di mangiare cercate almeno di lavarvi le mani.