Nowhere Boy Recensione

C'era una volta John Lennon

"Nowhere Boy" racconta la storia del giovane ribelle destinato a diventare un'icona

Il 2010 è un anno di ricorrenze per i Beatles. Sono infatti trascorsi 40 anni dallo scioglimento dei Fab Four, 70 dalla nascita di John Lennon e 30 dalla sua tragica morte. Proprio a Lennon è dedicato Nowhere Boy, film d'esordio dell'artista concettuale Sam Taylor-Wood. La pellicola racconta l'adolescenza del cantante (interpretato da Aaron Johnson), concentrandosi sul rapporto intenso e a tratti difficile con la madre Julia (Anne-Marie Duff) e la zia Mimi (Kristin Scott Thomas).

LIVERPOOL, 1955 - Insofferente e geniale, il quindicenne Lennon vive con gli zii, ignaro del fatto che sua madre, da cui è stato allontanato in tenera età, abita con la nuova famiglia a pochi isolati di distanza da lui. Quando la rivede, inizia a frequentarla nonostante Mimi disapprovi. Julia fa scoprire al figlio la musica di Elvis Presley e Buddy Holly e gli trasmette la passione per il rock'n'roll. Insieme ad alcuni compagni di scuola, John decide di fondare la band The Quarrymen, cui dopo qualche tempo si unisce il timido e talentuoso Paul McCartney. Ma proprio quando John e Julia iniziano a conoscersi davvero, la donna muore in un incidente stradale. La storia si conclude poco prima della partenza del nuovo gruppo di Lennon per Amburgo.

PER BEATLESIANI E NON - Scritto da Matt Greenhalgh (già sceneggiatore di Control, storia del tormentato Ian Curtis e della band Joy Division, ndr), Nowhere Boy è davvero coinvolgente. Greenhalgh e Taylor-Wood rappresentano con intensità l'affetto che lega il giovane John alle due donne della sua vita. La veterana Scott Thomas è perfetta nel ruolo della severa e conformista Mimi e Aaron Johnson, che per questo film ha dovuto imparare a suonare e cantare, rivela grande talento. Al giovane attore manca solo una vera somiglianza fisica con Lennon: il suo viso da rubacuori ricorda piuttosto quello di una rockstar come Elvis.

Nowhere Boy esce nelle sale il 3 dicembre.