Biancaneve e il cacciatore recensione

Biancaneve e il cacciatore

Nelle sale dall'11 luglio la fiaba epica con Kristen Stewart, Chris Hemsworth e Charlize Theron

È nota a tutti la pessima tendenza italiana a modificare, se non stravolgere, i titoli dei film stranieri in uscita nelle nostre sale. Una prassi che viene sospesa proprio quando alcune modifiche sarebbero più che necessarie. Sì, perché Biancaneve e il cacciatore, il kolossal di Rupert Sanders con Kristen Stewart e Chris Hemsworth, forse si sarebbe dovuto chiamare La matrigna e Biancaneve. Dove sono i riferimenti a Charlize Theron, vera regina di questa cupa rivisitazione?

UNA FIABA IN CHIAROSCURO - La storia si ispira all'originale dei fratelli Grimm e ne accentua le atmosfere dark. Una principessa orfana (Stewart), prigioniera di una matrigna tirannica e invidiosa (Theron), cerca di sfuggirle tra paesaggi stregati e mele avvelenate. A cambiare è proprio il cacciatore: interpretato da un barbuto e accigliato Chris Hemsworth (Thor, The Avengers), ha un ruolo molto più attivo e partecipe. Dopo iniziali diffidenze, l'uomo decide infatti di aiutare la giovane Biancaneve a nascondersi, le insegna a combattere e la spinge a insorgere insieme ai sudditi oppressi, mettendo in secondo piano l'esile principe azzurro (William Sam Claflin). 

CHARLIZE CONTRO TUTTI - Ma la mattatrice (in tutti i sensi) è lei, Charlize Theron. Avvolta nei meravigliosi abiti realizzati dalla costumista Colleen Atwood con piume corvine, sottili catene e dettagli preziosi, l'attrice sudafricana convince nel ruolo di Ravenna, spietata antagonista di Biancaneve. Nascosta dietro un'armatura in stile Giovanna d'Arco, Kristen Stewart fatica a imporsi come la minaccia destinata a superare in grazia e carisma la sovrana. E anche il cacciatore, nonostante la mole imponente e l'abilità nell'uso delle armi, impallidisce... Al cinema dall'11 luglio.