Anna Magnani

Centanni fa nasceva l'attrice romana interprete di "Roma città aperta" e "Mamma Roma"

Il cinema Italiano di oggi non ha forse un'icona, quello del passato ne é zeppo. Fellini e Mastroianni, la Loren e De Sica, e a proposito: il Neorealismo resta la primavera della settima arte italiana, per molto poi non culminata in una fruttuosa estate, ma intanto chi non sarebbe d'accordo nel celebrare Rossellini? E in questi giorni, il 7 marzo per l'esattezza, cadeva il centenario della nascita di un altro volto simbolo del Neorealismo, quello di Anna Magnani.

UNA MONETA PER ANNA - L'attrice romana così realisticamente bella, con quella sensualità fisica e quella stanchezza, quella fatica nello sguardo, entrò inconsapevole nella storia del cinema grazie al ruolo di Pina, nell'intensa storia di Roma Città Aperta, e grazie al suo talento conquistò anche la critica oltreoceano, guadagnandosi un Oscar per la sua interpretazione nel film La rosa tatuata, nel 1956. Per festeggiare la ricorrenza del centenario della nascita, nella sua città natale sono stati proiettati alcuni suoi film come Bellissima, dove fu diretta da Luchino Visconti. La Zecca dello Stato invece emetterà a fine mese una moneta d'argento dal valore di cinque euro con impresso il suo volto.

INCONTRO CON LA FALLACI - Ma al di là delle celebrazioni ufficiali, per festeggiarla basterebbe rivedere alcune pellicole in cui recitò, e basti su tutte Mamma Roma, di Pier Paolo Pasolini, dove la Magnani impersonava una prostituta che, una volta cambiata vita, nascondeva al figlio il passato. Oriana Fallaci la incontrò al Festival di Venezia nel 1962 proprio in occasione della presentazione del film. La giornalista riportò la cronaca di quell'incontro sulle pagine dell'Europeo: da una parte fotografava la personalità della Magnani, dall'altre ne registrava il duro giudizio sull'industria cinematografica. Un passo riporta le frasi dell'attrice: "... sono timida, lo sapete, scontrosa, quella gente del festival mi incute imbarazzo, comincia a guardarti, a domandarti le cose, a fotografarti. (...) Ho avuto un'idea, un film sul festival, una storia cattiva e insieme umoristica, dove tutti ci fanno una gran figuraccia e finiscono male, sai questo mondo che sembra frivolo ma nasconde la morte... Bé se non lo capite, peggio per voi". 

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